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Elezioni Provincia, il Pd punta su Scarpellini ma la vicepresidenza fa discutere

di Juna Goti
Elezioni Provincia, il Pd punta su Scarpellini ma la vicepresidenza fa discutere

Accordo tra le Federazioni della costa anche sulla sindaca di Campiglia Ticciati. Però il partito livornese vuole garanzie: «Si assicuri la presenza costante in città»

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LIVORNO. Mentre il nuovo governo ha annunciato l’intenzione di tornare all’elezione diretta di presidenti e consiglieri, la Provincia di Livorno si prepara a un’altra cervellotica elezione di secondo grado. Tradotto: il 26 novembre solo i sindaci e i consiglieri comunali da Collesalvetti all’Elba potranno votare il nuovo presidente di Palazzo Granducale (non il consiglio, che in questo sistema a tratti assurdo scadrà in modo sfalsato nel 2023).

Alla vigilia della presentazione delle 45 firme che servono (la scadenza è oggi a mezzogiorno) il Pd ha deciso la sua candidata: la sindaca di Castagneto Carducci, Sandra Scarpellini, perché «c’è un riconoscimento unanime dell’esperienza maturata come sindaca e in consiglio provinciale». Se eletta prenderà il posto della sindaca di Capraia, Marida Bessi, non più eleggibile visto che sull’isola si voterà tra meno di 18 mesi.

Le due Federazioni Pd della costa, quella di Livorno e quella di Piombino, hanno raggiunto un accordo sia su Scarpellini sia sulla papabile vicepresidente, la sindaca di Campiglia marittima Alberta Ticciati. In pratica si sono spartite i nomi, uno per Federazione. Ma c’è un ma: così facendo la città capoluogo perde la vicepresidenza, che fino a oggi è stata nelle mani di Pietro Caruso. Che spesso si è trovato a prendere il posto della pres al lavoro in Capraia e che ha gestito (a zero euro) partite delicate per la città come quella delle scuole superiori.

È vero: nelle riunioni delle ultime settimane il Pd ha chiesto per primo al sindaco Luca Salvetti se fosse disponibile a candidarsi anche in Provincia e lui ha ringraziato ma declinato l’invito, spiegando di volersi concentrare sulla città, e ricordano che andrà già a ricoprire altri incarichi, per esempio alla guida dell’Autorità idrica.

E il segretario della Federazione livornese, Alessandro Franchi, ripete a più riprese che quella del Pd sarà una «proposta forte e unitaria», che è stato trovato un equilibrio sui territori, «non cerchiamo polemica dove non c’è, nell’assegnazione delle deleghe ai consiglieri provinciali ci sarà attenzione ai problemi della città, sarà la presidente a trovare l’equilibrio giusto».

Ma che nel partito livornese ci sia qualche contraccolpo da gestire è indubbio. La dice così il segretario Federico Mirabelli: «Diciamo che c’è stata una doppia generosità...». Da parte del sindaco che ha fatto un passo di lato e guardando alla vicepresidenza. «Nell’ultima riunione abbiamo espresso un giudizio positivo sull’operato di Caruso, per noi sì, era naturale la continuità». Poi si è cercato un equilibrio sui territori. «Se condividiamo le candidature? Sì, anche se c’è una sofferenza rispetto al percorso fatto per la città».

«Non è un problema di persone – premette poi il capogruppo in Comune, Paolo Fenzi – sia Scarpellini che Ticciati hanno dimostrato di saper fare bene nei loro comuni, avranno certamente la disponibilità anche da parte nostra». Ma non è neanche un problema di campanilismo: «Rilevo con un po’ di preoccupazione che per alcuni temi la presenza in città è fondamentale, per esempio la scuola, la maggioranza degli istituti superiori è qui. È vero che Bessi stava in Capraia ma Caruso la poteva sostituire». Senza contare il grande tema della Provincia come stazione unica appaltante. «Da parte di presidente e vice – conclude Fenzi – servirà una presenza costante sul territorio, in una città che è la seconda della Toscana... Una presenza più forte rispetto al passato. Come consiglieri comunali incontreremo Scarpellini e Ticciati prima del 26». l




 

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