Il presidio
Via Giordano Bruno, tre appartamenti sgomberati dopo il secondo blitz
Controlli e sgomberi al civico 17 e al civico 19
Livorno Boom, boom. Nel silenzio di una piovosa mattinata di fine agosto il rumore dell’ariete utilizzato per sfondare i portoni rimbomba ovunque, in via Giordano Bruno. E poi, il gracchiare del trapano. Che fissa al muro grate di metallo dalle fitte maglie. Per la Guglia è il secondo giorno di blitz interforze, dopo quello di sabato scorso nel blocco in cui è morto Denny Magina. Due case sgomberate – e sigillate – al civico 19, una grata installata al civico 17, un animale portato al canile e un extracomunitario, probabilmente tunisino, portato in questura dalla polizia di Stato perché privo di documenti. È questo il bilancio di una giornata, quella di ieri, che ha visto arrivare in via Bruno polizia di Stato, municipale, carabinieri e guardia di finanza con cani antidroga. C’erano anche i tecnici di Casalp, oltre agli operai della ditta incaricata a sfondamento e montaggio.
Via dal civico 19
I controlli sono iniziati dal civico 19, dove sono state sgomberate due case, in qualche caso buttando giù la porta. Nella prima c’era un extracomunitario, probabilmente irregolare, che è stato portato all’ufficio immigrazione. Il secondo era invece abitato da un uomo, che in quel momento non era in casa. L’appartamento era però presidiato dal suo cagnolino. L’animale è stato quindi fatto uscire e preso temporaneamente in consegna dalla polizia municipale.
L’idea era quella di portarlo in canile fino al ritorno del suo padrone. Una volta aperti gli immobili, gli operai hanno iniziato a chiudere le porte con grate dotate di un allarme collegato all’istituto di vigilanza privata Worsp.
Una soluzione, questa, volta a evitare nuove occupazioni abusive di case popolari che però non sempre funziona. Ci sono infatti stati, in passato, casi di grate smurate e di porte forzate. Dopo il civico 19, l’intervento si è spostato al civico 17: qui è stato chiuso un l’appartamento in cui stava, senza averne titolo, un uomo che ieri si è presentato e ha sostenuto di vivere lì da tempo. Nei prossimi giorni tornerà a prendere le sue cose. Nel corso di queste operazioni i residenti sono scesi in cortile e, nell’assistere alla scena, hanno approfittato per raccontare ai tecnici di Casalp i loro tanti problemi.
Gli altri problemi
Uno su tutti, la presenza di veicoli abbandonati nel cortile. Quelli lasciati davanti al blocco compreso tra il civico 2 e il 10 sono stati rimossi dopo che, ha spiegato il sindaco, «la questura ha emanato un provvedimento di emergenza che ha permesso di velocizzare un iter burocratico di mesi». Perché se i veicoli da rimuovere si trovano parcheggiati su un’area privata (anche se la proprietà è una società, come nel caso di Casalp) «per arrivare all’intervento servono mesi». Ieri i tecnici di Casalp, società che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Livorno e provincia, hanno spiegato questo concetto ai residenti riuniti nel cortile che, da parte loro, hanno risposto così: «Noi facciamo segnalazioni da anni, altro che mesi».
Ma i cittadini hanno fatto presenti anche le problematiche legate alla necessità di interventi di manutenzione sugli immobili e di pulizia del cortile. Nel frattempo i carabinieri presidiavano i due accessi al blocco con due auto e il resto delle forze dell’ordine controllava che tutto andasse nel verso giusto. Compresa l’unità cinofila della guardia di finanza che ha contato sull’olfatto dei cani antidroga per fiutare l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti, che non risulta siano state trovate.
Il precedente
L’intervento programmato per ieri è il secondo alla Guglia dopo quello di sabato scorso, che ha riguardato i palazzi del blocco in cui è morto Denny Magina. In quell’occasione sono state murate alcune cantine in disuso. Sempre lì, qualche giorno fa, il Comune ha fatto rimuovere, dopo l’ordinanza del sindaco, le auto abbandonate e i veicoli bruciati nell’incendio di martedì 23 agosto quando, lo ricordiamo, sono andati a fuoco un camper e un’auto. Un evento, questo, avvenuto all’indomani della morte di Denny Magina e alla vigilia del lancio di bombe carte qualche metro più avanti. La morte di Denny è stata la scintilla nella polveriera Giordano Bruno. I residenti si sono sollevati e adesso in quella zona si organizzano blitz interforze e controlli mirati. Il tutto in attesa di sapere la verità su ciò che è successo nella notte tra il 22 e il 23 agosto. l
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