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Livorno

L'inchiesta

Morte di Denny, l’autopsia e nuove testimonianze: cosa sappiamo sul giallo

Claudia Guarino
Una foto di Denny Magina dalla pagina Facebook della madre Erika Terreni
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Una foto di Denny Magina dalla pagina Facebook della madre Erika Terreni

Livorno: indagine per omicidio, ecco le piste seguite dagli inquirenti. Gli amici stanno pensando a una serie di iniziative

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LIVORNO. Per avere i risultati completi dell’autopsia effettuata a Pisa servirà del tempo. Ma una cosa è certa: il corpo di Denny Magina è stato passato al setaccio fino a tarda sera. Dai medici legali David Forni e Luigi Papi, incaricati dal sostituto procuratore Giuseppe Rizzo, titolare dell’inchiesta, e dal professionista incaricato dalla famiglia, che si è rivolta a un avvocato e ha nominato un consulente per seguire passo passo gli sviluppi delle indagini. Effettuati anche i test tossicologici. La famiglia di Denny, intanto, ieri è stata ascoltata dal sostituto procuratore. E ha ribadito quello che ha sempre sostenuto: «Escludiamo il suicidio. Nostro figlio non avrebbe mai fatto una cosa del genere».

I carabinieri, del resto, qualche giorno fa hanno detto che ci sono elementi per ipotizzare che Denny non fosse solo la notte in cui è morto. Dunque, se ci sono questi elementi, l’idea della responsabilità di altre persone, a livello investigativo, prende campo. Tanto che in Procura il fascicolo è aperto con l’ipotesi di reato di omicidio, al momento contro ignoti.

Le indagini

A occuparsi delle indagini, su delega della Procura, sono i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, che sono intervenuti in via Giordano Bruno nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 agosto. Intorno alle 3 il 29enne Denny Magina è volato dalla finestra della camera da letto del quarto piano di un appartamento al civico 8. È finito a terra, su un fianco. Sembra che le prime persone a vederlo siano state due ragazze. E una donna che stava rientrando a casa a quell’ora. «Ho visto questo ragazzo a terra – racconta mantenendo l’anonimato – . Mi sono avvicinata e gli ho chiesto: “come stai?”. Lui respirava, ma non ha mai risposto». Poi sono arrivate l’ambulanza e i carabinieri. Denny è morto poco dopo all’ospedale di Livorno, dove è entrato in condizioni gravissime con fratture agli arti.

I carabinieri hanno acquisito le testimonianze e, successivamente, hanno lanciato un appello: «Chi sa qualcosa o ha immagini di quella notte ci contatti». Nel frattempo si cerca di capire chi abitasse in quella casa, che i residenti dicono essere un appartamento popolare subaffittato da una donna a un gruppo di tunisini. E se quella notte Denny sia stato portato lì da qualcuno, come sostengono in diversi. Ci sarebbe poi un messaggio vocale in cui una persona racconterebbe qualcosa di ciò che sarebbe successo quella sera. Gli inquirenti, insomma, stanno cercando di mettere insieme tutti i tasselli di un giallo che ha scosso Livorno tenendosi aperte, per il momento, tutte le strade. La scelta di scrivere sul fascicolo l’ipotesi di reato dell’omicidio permette del resto al magistrato di effettuare tutti gli accertamenti necessari per ricostruire quello che è accaduto.

Il funerale

La salma di Denny, nel frattempo, dovrebbe essere restituita alla famiglia a breve, se non è già stato fatto nella tarda serata di ieri, con l’autopsia che è andata avanti, all’istituto di medicina legale di Pisa, per diverse ore. Una volta riavuto il corpo, la famiglia di Denny organizzerà il funerale che, come spiegano i genitori, dovrebbe svolgersi alle Sorgenti, dove Denny abitava con i genitori Erika Terreni e Sky Magina e con la sorella Asya. Nel frattempo gli amici di Denny, che stanno ogni giorno vicini alla sua famiglia, hanno riempito la città di striscioni con la scritta “Giustizia per Denny” e hanno organizzato una raccolta fondi. Uno striscione è apparso anche allo stadio Franchi di Firenze: “Firenze è con te, onore a Denny”.

Gli amici stanno pensando a una serie di altre iniziative in onore di Denny, di cui sapremo qualcosa di più nei prossimi giorni. I genitori, d’altra parte, attendono gli sviluppi delle indagini e vogliono assolutamente andare avanti nella strada verso la verità. «Non ci fermeremo fino a che no sapremo che cosa è accaduto quella notte». 


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