Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Addio al grande Mauro Vajani, il calciatore che difese i compagni

Stefano Taglione
Addio al grande Mauro Vajani, il calciatore che difese i compagni

Livornese, 82 anni, ha giocato in Serie A e dopo ha gestito la Esso di via Firenze

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LIVORNO. Col suo fare diretto e sanguigno, tipico del buon livornese qual era e simbolo della sua grande generosità, nel 1971 non esitò un attimo nel difendere i suoi compagni di squadra dall’allora presidente del Catania Angelo Massimino, che con una lettera appesa al muro dello spogliatoio lo licenziò dopo cinque stagioni straordinarie, l’ultima delle quali in Serie A cominciata con l’esordio contro la Juventus di Roberta Bettega e proseguita con un gol alla Lazio di Giorgio Chinaglia.

Livorno piange il grande Mauro Vajani, 82 anni, morto alle 14 di ieri all’ospedale. Da oltre 40 anni abitava a Nugola. Centrocampista di valore, ha giocato con il Catania dal ’66 al ’71 (otto presenze e un gol in A) e proprio qualche anno fa, tornando in Sicilia da turista, in molti lo hanno riconosciuto per strada salutandolo e ricordandolo per gli anni trascorsi coi rossoazzurri, che mai lo hanno dimenticato. Nato a Livorno il 20 gennaio del 1940, ha esordito nel Rosignano Sei Rose, militando anche nell’Empoli, nella Ternana, nella Torres e dopo i cinque anni al sud (Serie A, B e C con gli etnei) anche nel Prato e, nell’ultima stagione prima del ritiro dall’attività agonistica, con la maglia amaranto del Livorno. Nel campionato cadetto, Vajani, ha giocato 136 partite e segnato tre reti. «La sua carriera è sempre stata contraddistinta dalla grande generosità – così lo ricorda il figlio Alessio Vajani – per questo litigò con il presidente Massimino che lo mise fuori rosa, licenziandolo. Dopo l’esperienza in Sicilia si trasferì al Prato, ma in realtà avrebbe dovuto andare alla Fiorentina, i documenti erano già pronti, ma per un errore sulla sua età i dirigenti si sbagliarono e poi non lo tesserarono più».

A fine carriera, nel 1972, per amore della moglie e dei figli rifiutò l’allettante proposta della squadra belga dello Charleroi, che lo voleva a tutti i costi come allenatore e giocatore. E appese gli scarpini al chiodo. Per lui, da quel momento, è iniziata una nuova vita. Da imprenditore ha rilevato il distributore di benzina della Esso di via Firenze, che ha a lungo gestito, poi ha guidato l’impianto di Banditella che in virtù dell’amicizia con l’ex direttore sportivo del Livorno, Roberto Tancredi, mise a disposizione degli amaranto quanto tornarono in Serie A con Igor Protti. Era un motivo di grande gioia, per lui, avere sotto i suoi occhi la squadre del cuore per la quale, un anno, aveva anche giocato in Serie C.

Vajani lascia la moglie Carla Bertolini e i figli Barbara, Simona, Paolo e Alessio Vajani. Il funerale, curato dalle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, sarà celebrato domani alle 10.30 nella sala del Regno del Testimoni di Geova di via del Valico a Pisa, a Collesalvetti.


 

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