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L’intervento

Ceschina, l’sos della Lipu: «I nidi degli uccelli a rischio per le ruspe»

Franco Marianelli
Ceschina, l’sos della Lipu: «I nidi degli uccelli a rischio per le ruspe»

Nel mirino anche i lavori in zona Levante e stadio

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LIVORNO. Temono le ruspe: non quelle di Salvini ma quelle del Comune. La Lipu ha un incubo:quello dei mezzi municipali che, nel benevolo scopo di ripulire il Parco della Ceschina dal rigoglioso sottobosco, lo facciano senza il dovuto rispetto per tutte le numerose razze di uccelli che in quel parco vivono e nidificano.«Ben 27 le tipologie presenti», ricorda Paola Ascani, consigliera nazionale della Lipu presente all’iniziativa con altri militanti, compreso Marco Dinetti, responsabile del settore ecologia urbana. «Tra queste ricordiamo l’upupa, il gheppio, il fiorrancino e il picchio verde. Manca il rispetto della specifica normativa -prosegue - che vieta questo tipo di interventi nel periodo marzo-luglio, periodo di nidificazione degli uccelli».

Ma la Lipu è critica pure su altre questioni che riguardano la città, in particolare i lavori dietro il centro Levante e quelli relativi allo stombamento allo stadio: «In tutti questi interventi si è proceduto con il metodo "ruspa" senza il dovuto rispetto per le specie animali, - avverte Ascani - a noi non è rimasto altro che chiedere un incontro con il sindaco e gli assessori ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcun invito».Tornando alla Ceschina la Lipu propone in primo luogo la certezza che l’area rimanga bosco urbano, l’apertura al pubblico, uno specifico studio della fauna e della flora, l’inserimento dell’area nel contesto della rete ecologica urbana e la valorizzazione dei servizi ecosistematici. «Chiediamo di conseguenza un tavolo permanente in tema di verde urbano, un maggiore rispetto della normativa nazionale in proposito, il rispetto del regolamento del verde urbano - segnala la dirigente - e una gestione adeguata, ecologica, moderna del verde urbana ad esempio con lo stop delle potature drastiche di alberi e siepi».

L’associazione ambientalista torna a chiedere l’applicazione della normativa sul verde urbano ovvero il rispetto del decreto ministeriale sui criteri ambientali minimi (Cam), lo stop alle cementificazioni, la tutela dei parchi e delle alberature di pregio della città (Parterre, Banditella, Levante, etc...), una gestione dei corsi d’acqua compatibile con la tutela dell’ ambiente fluviale e corsi di formazione e aggiornamento per gli addetti ai lavori e iniziative di sensibilizzazione dei cittadini e le scuole». Dicevamo del piano sul verde urbano che a giudizio di Ascani e degli altri associati della Lipu è un po’ come la famosa (visto che si parla di uccelli) Araba Fenice: «che ci sia ognun lo sa, dove sia nessun lo dice». «Sappiamo del piano che dovrebbe essere nei cassetti di qualche dirigente o politico della nostra amministrazione comunale ma - è l’amara conclusione - ad oggi non ne abbiamo saputo niente».

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