Il Tirreno

Livorno

Calci e testate agli agenti. Alta tensione alle Sughere

Claudia Guarino
Una foto del carcere livornese delle Sughere dove c’è stata una serie di aggressioni nei confronti dei poliziotti. L’ultima in ordine di tempo lunedì, quando due agenti sono stati presi a calci e pugni da un detenuto
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Una foto del carcere livornese delle Sughere dove c’è stata una serie di aggressioni nei confronti dei poliziotti. L’ultima in ordine di tempo lunedì, quando due agenti sono stati presi a calci e pugni da un detenuto

Calci, pugni e testate agli agenti della penitenziaria. Di nuovo. A denunciare l’ennesimo episodio di aggressione nel carcere delle Sughere è il sindacato Sappe, che parla di «due poliziotti finiti al pronto soccorso dopo essere stati colpiti da un detenuto del circuito di alta sicurezza»

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LIVORNO. Calci, pugni e testate agli agenti della penitenziaria. Di nuovo. A denunciare l’ennesimo episodio di aggressione nel carcere delle Sughere è il sindacato Sappe, che parla di «due poliziotti finiti al pronto soccorso dopo essere stati colpiti da un detenuto del circuito di alta sicurezza». Non è la prima volta che accade un fatto simile, per questo alcune sigle sindacali sono in subbuglio, c’è chi è pronto allo stato d’agitazione e il garante dei detenuti di Livorno, Marco Solimano, sottolinea che questo è «un momento particolarmente delicato». Ecco, dunque, che cosa sta succedendo.

Stando a quanto riportato dal Sappe, lunedì scorso un detenuto ha chiesto che gli venisse dato un computer o che fosse mandato in isolamento. Sembra che l’uomo fosse abbastanza agitato e quando si sono avvicinati due poliziotti lui li avrebbe aggrediti con calci, pugni e testate in pieno volto. I due sono andati all’ospedale per poi essere dimessi con prognosi di sette e undici giorni. «E la cosa grave – sottolinea Francesco Oliviero, segretario regionale Sappe – è che questa è stata la seconda aggressione in pochi giorni nel reparto padiglione blu alta sicurezza, dove venerdì primo luglio un altro detenuto ha colpito prima un agente con una testata e poi un ispettore di polizia penitenziaria». Poi c’è stato il caso di martedì 5 luglio, quando ad essere aggrediti sono stati un medico e una infermiera «raggiunti da un gruppetto dei detenuti che li ha pesantemente offesi e minacciati», ha raccontato il sindacato Nursind. Un periodo, insomma, dove le tensioni non mancano. «Si sono accavallate varie situazioni problematiche – dice Solimano –. Manca il personale, il direttore è andato in pensione e, a maggior ragione con questo caldo, le condizioni di vita sono difficili. Senza contare che spesso alle Sughere arrivano detenuti particolarmente difficili da altri istituti».

Per tutti questi motivi, perché «non ci sono adeguati provvedimenti disciplinari ai detenuti che aggrediscono gli agenti – sottolinea Oliviero – ma soprattutto perché non è possibile che il carcere di Livorno non abbia un direttore titolare, fisso in sede» il Sappe ritiene che «il ministero della giustizia e i vertici dell’amministrazione penitenziaria debbano mandare con urgenza una ispezione a Livorno, che faccia luce sulle tante e troppe cose che non vanno». Una linea, questa, non lontana da quella del sindacato Cosp, secondo cui «quanto accade a Livorno dovrebbe svegliare l’attenzione della ministra Marta Cartabia nella sua programmata visita sull’isola della Gorgona, carcere dipendente dalla sede di Livorno e dove sarebbe stato rinforzato di poche unità l’organico quando la situazione sulla terra ferma appare peggiore».l


 

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