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«Dormirò nel bar con una mazza da baseball»: la rabbia di Maurizio dopo il decimo furto subìto

Stefano Taglione
Il ladro sorpreso dalle telecamere
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Il ladro sorpreso dalle telecamere

Livorno, i ladri hanno nuovamente visitato la Caffetteria Grande rubando un pezzo di salame e di crostata: «Fra qui e il Dollino, l'altro mio locale, siamo a dieci raid. Subito un incontro con questore e sindaco per la sicurezza, altrimenti rischieremo di farci giustizia da soli»

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LIVORNO. Prima ha tentato di staccare i pannelli della porta. Poi ha preso un tombino dalla strada e l’ha tirato, «come fosse una boccia», contro la vetrata della Caffetteria Grande. Scappando, mentre suonava l’allarme, con un pezzo di salame e una crostata. È il decimo furto dall’inizio dell’anno nei locali di Maurizio Lena, proprietario anche del Dollino, svegliato alle 4 di notte di sabato 9 luglio dai carabinieri che lo informavano dell’ennesimo raid subìto. «Non ne posso più – afferma stremato – e ora inizierò a dormire nel bar con una mazza da baseball. Il problema, se poi ne prendo uno, è che lo finirei dalle botte. Noi commercianti dobbiamo organizzarci con delle ronde: il rischio coglierli sul fatto e non essere rispettosi della legge come lo sono carabinieri e polizia, che se ci riescono li prendono e li portano in caserma. Ci costringeranno tutti a diventare delinquenti».

Per l’imprenditore «l’aspetto più disarmante – prosegue – è vedere, dalle immagini delle telecamere, la nonchalance con cui questa persona, che avrà al massimo 22-23 anni, si muove all’interno del locale. Va in bagno, dove prende un sacchetto della spazzatura, e poi dietro il bancone per metterci dentro il salame e la crostata. Sapeva benissimo cosa fare e dove e conosceva il bar, aveva studiato per così dire. Soldi non ne tengo più dentro, quindi non ne ha trovati. Il tutto mentre suona l’allarme e scatta il nebbiogeno, che mi ha affumicato la gran parte dei prodotti in esposizione. Il danno, solo alla vetrata, è di 400 euro. Che naturalmente dovrò ripagare io».

Confcommercio, per arginare l’emergenza furti in centro, «ha chiesto un incontro urgente sia al sindaco Luca Salvetti che al questore Roberto Massucci – continua Lena – perché ormai lavorare qui è diventato impossibile. Quattrocento euro per ripagare la vetrata non si guadagnano in due ore, ma in giorni. Fatichiamo a mettere insieme uno stipendio, se poi ci si mettono anche i ladri non facciamo davvero più vita, lavoriamo in rimessa».

Secondo Lena la soluzione è «prendere i militari dell’esercito che sono nelle caserme – conclude – e farli girare in 100-200 con delle auto magari del Comune, in borghese. Così, pattugliando la città, riusciremmo a disincentivare questi episodi. Inutile chiedere ulteriori sacrifici a polizia, carabinieri e municipale: sono sotto organico e più di così non possono fare». Poi un ultimo appunto: «Chi vive qua sopra mi ha fatto esposti per la musica alta, ma non ha sentito una vetrata infranta e la confusione che questo malvivente ha fatto per almeno 5-6 minuti. Oltre alla delinquenza, regna anche l’omertà». 

 

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