«Poteva riorganizzare la protezione civile». Alluvione, ecco l’appello contro Pucciarelli
Livorno. «Che l’organico della protezione civile fosse carente, visto che inizialmente era stato del tutto azzerato, lo si sapeva dai primi agosto. Anzi, secondo la testimonianza in tribunale del suo predecessore Leonardo Gonnelli, addirittura da giugno. Poi perché, dopo l’allerta meteo del primo settembre, Pucciarelli non ha revocato le ferie ai due funzionari assenti su quattro? E infine, l’allora dirigente, non può certo nascondersi dietro l’assunto di essere stato giudicato idoneo dal segretario comunale».
Cinque dei familiari delle otto vittime dell’alluvione della notte fra il 9 e il 10 settembre 2017, che a Livorno ha seminato morte e distruzione, con questi motivi hanno fatto appello contro l’assoluzione in rito abbreviato dell’ex responsabile della protezione civile comunale Riccardo Pucciarelli, dichiarato estraneo alle accuse di omicidio colposo plurimo, reato per il quale è stato invece rinviato a giudizio l’ex sindaco Filippo Nogarin, la cui avvocata Sabrina Franzone non ha scelto percorsi alternativi, ma quello ordinario, e il 12 luglio tornerà in udienza davanti al giudice Ottavio Mosti.
Un ricorso che – in assenza dell’appello della procura labronica e del procuratore generale della corte d’appello di Firenze – prenderà in esame solo i capi civili della sentenza del gup Marco Sacquegna. Di fatto, quindi, l’ex comandante della protezione civile e della polizia municipale, ora in pensione, è e resterà assolto penalmente, ma in caso di pronuncia favorevole alle parti civili potrebbe essere destinatario delle richieste di risarcimento (in rito abbreviato c’è stata l’estromissione del responsabile civile, ovvero il Comune, che invece rimane nel caso di Nogarin, fra l’altro in una doppia veste visto che allo stesso tempo si è anche costituito parte civile per i presunti danni di immagine).
A presentare appello sono stati gli avvocati Massimo Manfredini, Danilo Adoncecchi, Carlo Golda e Paola Bernardo in rappresentanza dei familiari (non tutti) di Gianfranco Tampucci, Roberto Vestuti, Martina Bechini, Glenda Garzelli, Simone, Filippo e Roberto Ramacciotti. Sono sette delle otto vittime del nubifragio, durante il quale perse la vita pure Raimondo Frattali. «La sentenza – spiegano gli avvocati Manfredini e Adoncecchi – a nostro avviso è estremamente ben fatta e dettagliata». È su alcuni punti – in particolare sui tempi che avrebbe avuto (o non avuto) Pucciarelli per riorganizzare la protezione civile – che hanno fatto appello in rappresentanza dei familiari delle vittime dell’alluvione.
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