Il Tirreno

Livorno

Perde case, auto e azienda dopo l’arresto per cocaina

Stefano Taglione
Perde case, auto e azienda dopo l’arresto per cocaina

L’inchiesta ha origine dal sequestro dei 130 chili alla Terrazza

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LIVORNO. Un’azienda agricola, case e garage. Poi cinque fra auto, moto e mezzi agricoli, oltre a nove conti correnti con qualche decina di migliaia di euro all’interno. È il sequestro messo a segno ieri mattina dai carabinieri del comando provinciale di Livorno e dai colleghi del Ros (il raggruppamento operativo speciale), coordinati dalla procura distrettuale di Firenze, nei confronti del catanzarese Domenico Vitale, da tempo residente a Terricciola (in provincia di Pisa), lo stesso comune dove si trovano le sue proprietà.

Il cinquantaduenne, ora in carcere, secondo gli inquirenti sarebbe stato il braccio destro di un esponente di primo piano della cosca di Gallacce – Francesco Riitano, 41 anni, anche lui recluso – e dopo essere stato detenuto a Volterra (ha trascorso 22 nel penitenziario per omicidio plurimo) è rimasto a vivere in zona, prima a Saline e infine a Selvatelle, dove un anno fa è stato arrestato nell’ambito di un’operazione partita dopo il rinvenimento, nel maggio del 2017, di sacchi con 130 chili di cocaina alla Terrazza Mascagni. Il carico da 15 milioni avrebbe dovuto essere recuperato da una portacontainer, con un marinaio che avrebbe dovuto lanciarlo al segnale in arrivo da una barca a vela che avrebbe dovuto accostarsi alla nave. Un progetto miseramente fallito con la “polvere bianca” spiaggiata sul lungomare. «I successivi approfondimenti patrimoniali finalizzati a ricostruire i flussi finanziari e bancari – spiegano i militari – hanno consentito di accertare una consistente sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio, ipotizzando un illecito arricchimento per via dei reati contestati: da qui il sequestro antimafia». l


 

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