Il Tirreno

Livorno

Smantellato canile abusivo in mezzo al bosco: dentro esemplari da caccia

di Francesca Suggi
Smantellato canile abusivo in mezzo al bosco: dentro esemplari da caccia

Da quasi 20 anni era Vallin Buio. La struttura su terreno pubblico è stata tolta in pochissimi giorni: ecco da chi era stata allestita

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Livorno Andarci, giovedì 9 giugno, e non trovare più niente. Per fortuna. Solo una carriola appoggiata ad un albero, alcuni attrezzi e Stefano Stefanini, cacciatore al cinghiale, a togliere le ultime cose. Perché lì, fino a qualche giorno fa c’erano una decina di box con dentro 8,9 cani da caccia, un’area sgambatura, tettoie, una casina in lamiera, sedie, una pila e tutto quel che serve per portare avanti una struttura del genere. Abusiva, su terreno pubblico. In mezzo al bosco di Vallin Buio, a due passi dal canile comunale.

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Incredibile ma vero. Tutta questa struttura circondata da una rete elettrosaldata, un cancello chiuso a mo’ di proprietà privata è stata là per quasi 20 anni. E dopo l’incendio scoppiato il 28 maggio scorso che ha minacciato sia il canile comunale che questa struttura abusiva, qualcosa si è mosso. E le luci sopra a questa situazione paradossale, incredibile si sono accese come fari.

Anche grazie all’attività delle associazioni Alca e Ata-Protezione Civile con le rispettive presidenti Giovanna Giusti e Simona Bertotto. Morale della favola: tutto quel che era stato allestito senza permessi è stato smantellato. E i cani sono tornati nelle case dei rispettivi proprietari.

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Probabili denunce in arrivo? Sarà il tempo a raccontare se questa vicenda surreale avrà anche risvolti legali: di sicuro in pochissimi giorni tutto quel che è rimasto là per quasi 20 anni, costruito - come racconta Stefanini – da alcuni vecchi cacciatori che oggi non ci sono più, è stato smantellato in pochi giorni. Che sia in arrivo un sopralluogo in loco da parte di vigili urbani, forestale o di altri enti preposti?

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Chissà. Anche in questo caso le uniche certezze sono un mini canile abusivo smantellato in un soffio. E così pure è sparita la sbarra che era posta all’ingresso dello stradello che da via dell’Ecologia porta, appunto, a quel che era la struttura abusiva recintata e rivestita esternamente da un panno verde. Come il bosco. Abusiva anche la sbarra, ovviamente.

Che è stata tolta pure quella. Come sia spuntata, in mezzo al bosco, una struttura senza alcuna autorizzazione, in quella zona, prova a spiegarlo lo stesso Stefanini, ex dipendente comunale e tra quei cacciatori che, oggi, da qualche tempo, ha portato avanti questa struttura e gli animali all’interno a titolo volontario, come sottolinea. «Noi abbiamo smantellato quello che vecchi cacciatori anni fa avevano costruito qui in maniera abusiva», parla a nome di quel gruppo di cacciatori coinvolti. Sottolinea che tutto il materiale smantellato è stato regolarmente smaltito.

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Spiega che i cani ospitati là dentro, ognuno regolarmente microchippato, hanno un proprietario. «C’erano i cani di alcuni cacciatori al cinghiale e solo un segugio da caccia tradizionale: tutti questi animali sono sempre stati molto bene e curati, a loro disposizione anche un’area di sgambatura», ci tiene a dire. Oggi quei cani - tra cui un cucciolo - sono tornati dai proprietari. E dove sorgeva quella struttura adesso c’è uno spazio aperto in mezzo al bosco. Questa vicenda ricorda quella di un altro canile abusivo scoperto dal Comune e fatto smantellare nel 2017 lungo il rio Cigna.

COSA DICE IL COMUNE

«Venuti a conoscenza della situazione ci siamo subito attivati come Comune e abbiamo fatto una segnalazione al corpo della Polizia municipale». Libera Camici parla a nome dell’amministrazione, lei che è vicesindaca e ha la delega anche alla tutela degli animali.
Sa bene che si tratta di un caso di abusivismo che viene dal passato. Che quella struttura in mezzo al bosco di Vallin Buio c’è da quasi 20 anni. «Il nostro obiettivo che abbiamo raggiunto, era quello di far smantellare tutto. E questo è stato. per cui siamo contenti».
Dopo la segnalazione agli organi competenti il Comune aveva ricevuto una mail formale da parte dei soggetti coinvolti. Una nota in cui si impegnavano a smantellare tutto, a portare via i cani chiusi in quei box e a ripristinare lo stato dei luoghi.
Così è stato. Infatti, come confermato dal cacciatore Stefano Stefanini, in pochi giorni la struttura abusiva è stata rimossa. E tutti i materiali (reti, ferri, lamiere e tutto il resto) sono stati smaltiti correttamente.
«Bene che queste persone abbiano mantenuto l’impegno preso con l’amministrazione», aggiunge Camici. Finalmente dopo quasi 20 anni quell’abusivismo nel verde è stato smantellato.

COPERTI DAL SILENZIO

Per le due associazioni amanti della natura e degli animali è un traguardo raggiunto. Una vittoria. «Dopo anni di silenzi finalmente è stata fatta giustizia su una situazione che sicuramente era conosciuta da tanti ma tenuta sotto un velo», a mettere i puntini sulle “i” è Giovanna Giusti presidente di Alca - associazione liberi cittadini animalisti-. «Ci piacerebbe sapere pubblicamente chi ha dato tacitamente i permessi a questi cacciatori di realizzare una struttura abusiva con poveri cani all’interno in mezzo a un bosco e chi ha dato loro il permesso di metterci una sbarra: tutto è sparito dopo l’incendio del 28 maggio, per fortuna le fiamme non hanno colpito né il canile comunale né quello abusivo, ma qualcosa ha smosso». Concorda anche Simona Bertotto, alla guida di Ata-Pc (associazione a tutela di ambiente, animale e protezione civile).
«Quando è scoppiato l’incendio eravamo noi volontari lì sul posto. Sono riuscita a contattare io uno dei cacciatori legati a quella struttura abusiva: per realizzarla purtroppo sono stati tagliati alberi e sottobosco. Vergogna». E chiude: «Siamo felici che dopo anni si vada a sanare una situazione incredibile e speriamo che quei cani che stavano là non siano destinati ad altre situazioni abusive».

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