Il presidio
È StraBorgo anche sull’acqua. Trionfo in casa nella Risi’atori
Un monologo bianconero. Il Borgo Cappuccini trionfa nell’edizione numero 43 della Coppa Risiatori Tito Neri, con una regata pressoché perfetta, e si conferma la prima forza del remo livornese
LIVORNO. Un monologo bianconero. Il Borgo Cappuccini trionfa nell’edizione numero 43 della Coppa Risiatori Tito Neri, con una regata pressoché perfetta, e si conferma la prima forza del remo livornese. Seconda piazza per un coriaceo Ardenza; terzo il Venezia.
Alle 18.45 inizia la diretta su maxischermo in piazza Mazzini, per l’attesa gara a 10 remi. La voce di Fabrizio Pucci accompagna i numerosi spettatori che si sono assicurati le sedie piazzate in platea. C’è anche il sindaco Luca Salvetti, vicino a Piero Neri, patron della gara. Il Borgo parte forte, del resto ha dimostrato nelle prime due competizioni della stagione di essere l’armo da battere. Tiene duro l’Ardenza, che comunque fatica a mantenere il contatto. Le riprese video, buonissime, consentono di capire esattamente le distanze tra le barche, grazie ai Gps sistemati a bordo. Nel frattempo la piazza si riempie, e terminate le sedute le persone iniziano ad accalcarsi in piedi sul perimetro. I primi 500 metri sono a corsie, dopo ognuno può andare sulla traiettoria che vuole. Tante anche le imbarcazioni di appoggio sul percorso per assistere i propri equipaggi. Il Borgo nel frattempo continua nella sua marcia solitaria, le palate in acqua sono praticamente perfette, incerta invece la lotta alle sue spalle per le altre prestigiose posizioni.
Una buonissima regata anche per il Labrone, che nella fase centrale, lotta per la terza piazza spalla a spalla col Venezia. Sul fondo invece in gran difficoltà il San Jacopo, ma era prevedibile data l’imbarcazione “camuffata” in prestito.
Alla diga curvilinea il Borgo è solo, e il vantaggio è davvero incolmabile. Secondo è l’Ardenza, terzo il Venezia. Il Labrone, brillante fino a qui, cede di colpo e permette al Salviano di guadagnare il quarto posto. Alla seconda curva, quella dell’avvisatore marittimo, il Borgo Cappuccini è ormai imprendibile, e con quella che Pucci definisce giustamente “una fuga per la vittoria”, appare dal ponte girevole al folto pubblico che si è trasferito sulle spallette degli scali Novi Lena in attesa di far scattare il più sonoro degli applausi.
La lunga giornata era iniziata alle 9.30 con la fase dedicata alle categorie juniores, femminile e special olimpycs, nel campo di gara della Bellana, con boe disposte tra il cantiere Azimut Benetti e lo Scoglio della Regina. 1000 metri, 4 tratti da 250 con tre giri di boa. Prima semifinale juniores, vinta dal Borgo Cappuccini, che supera il Benci Centro e il Pontino San Marco. Le prime due approdano in finale. Seconda semifinale dominata dal Venezia. Salviano e Labrone danno vita ad un super duello per accaparrarsi il posto che rimane. Ed è il Labrone, con un colpo di coda, ad alzare il braccio al cielo. Poi è la volta della finale al femminile, quattro sono gli equipaggi alla partenza, Borgo, Salviano, Ovosodo e Labrone. Alla fine vince il Borgo Cappuccini, ma - questo si sapeva alla vigilia –, la barca viene squalificata perché la nota presentata relativa all’equipaggio, è differente rispetto alle vogatrici effettive. A bordo infatti c’è un’atleta ucraina, che, regolamento alla mano, non avrebbe potuto partecipare. Dunque la coppa va alla sezione nautica Ovosodo. Secondo Labrone e bronzo al Salviano.
La storia merita due righe di approfondimento: Anna Pankova, 14 anni, ha dovuto lasciare la sua terra a causa della guerra, ed è arrivata a Livorno insieme alla madre, ospite di una generosa famiglia che abita in centro. In patria Anna era una promettente vogatrice e una volta in città, attraverso l’Unione Canottieri Livornesi ha trovato nella cantina bianconera la possibilità di poter proseguire l’allenamento. E dopo pochi giorni c’è stata questa gran bella prova insieme alle compagne.
Grandi emozioni anche nella finale Juniores, con Borgo Cappuccini e Venezia che combattono spalla a spalla per tutta la durata della gara, e, alla fine, d’un soffio, la spunta l’armo bianconero, che in questo modo interrompe l’egemonia dei virgulti biancorossi, trionfatori nelle prime gare di stagione. Terzo Ovosodo, quarto Labrone.
Nella categoria special vince il gruppo Faro, seguito da Meloria, Vegliaia e Molo Novo. Alla fine pranzo al “Porca Vacca” offerto dalla Fondazione Lem. l
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