Attentato a Tel Aviv, il ristoratore livornese: «Così ho salvato le persone dagli spari» - Video
Il suo locale è conosciuto come il miglior ristorante italiano della città israeliana: il suo racconto di quei minuti di terrore
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LIVORNO. Un ristoratore di origini livornesi, Scialom Zarrugh, ha salvato a Tel Aviv, nascondendole nel suo locale, decine di persone dall’attacco di un attentatore che sparando nella tarda serata di giovedì 7 nell’affollatissima via della “movida” ha ucciso due persone. «Ero all’ingresso del mio locale, ho sentito da una zona alle mie spalle il rumore di una decina di colpi di arma da fuoco: all’improvviso, una fiumana di gente che correva per mettersi in salvo. Li ho nascosti nel mio ristorante: quando ho visto una signora caduta per terra indifesa ho preso la prima cosa che mi è capitata a portata di mano, un tavolino, e le ho fatto scudo per proteggerla».
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Zarrugh è il titolare del ristorante Pankina, che a Tel Aviv tutti conoscono come il miglior ristorante italiano della città e uno dei migliori di tutta Israele. Appartiene alla famiglia Zarrugh, conosciutissima a Livorno per l’attività commerciale (il padre Yosef ha un negozio di pelletteria in via Buontalenti, lo zio Shmuel Shalom ha le profumerie Armonie), ha lasciato Livorno dopo aver completato gli studi al liceo Cecioni e esser andato a Roma a fare l’università prima di far la valigia per andare in Israele 13 anni fa.
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È lì che ha aperto “Pankina” facendone una icona dello stile di vita italiano. «Davanti all’ingresso del locale c’era una magnifica panchina storica, Scialom ne ha fatto un po’ un simbolo», dice il padre Yosef, ricordando quando il figlio, da ragazzino, «amava guardare la mamma che cucinava: è lì che dev’esser maturata la sua passione».
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