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L’ufficiale pianista che ha portato Ennio Morricone a bordo del Vespucci

Elisabetta Arrighi
L’ufficiale pianista che ha portato Ennio Morricone a bordo del Vespucci

Il racconto dell’ex comandante della nave Gianfranco Bacchi: «Pensai a Nuovo Cinema Paradiso e iniziai a suonare»

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Elegante e rilucente di mogano e ottoni. L’hanno chiamata la nave più bella del mondo, ma anche la signora dei mari. Ora e sempre “Amerigo Vespucci”, da declinare rigorosamente al maschile, derivando la consuetudine dal prefisso R.L. ovvero “regio legno”, che indicava i velieri. Quindi dobbiamo dire “il Vespucci”, nave scuola che trasforma gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale di Livorno in marinai veri. Una nave iconica e mitica, un sogno e un’emozione, un emblema dell’Italia nel mondo. Si pensa al “Vespucci” e si odono nelle orecchie i fischi del nostromo, il suono della campana, il fruscio delle vele che si dispiegano al vento.

Il 6 luglio 2020 è il giorno della scomparsa di Ennio Morricone. Il “Vespucci” sta navigando con a bordo gli allievi dell’Accademia Navale nello stretto di Messina. Quando torna il campo per i cellulari, la notizia della morte del grande compositore provoca malinconia. Il capitano di vascello Gianfranco Bacchi (ospite lunedì sera di Gloria Giani al Propeller Club), romagnolo, 122° comandante della nave scuola, decide di presentarsi davanti a Taormina per un tramonto tricolore. «Ammainabandiera e Morricone. Penso a Nuovo Cinema Paradiso con la colonna sonora del Maestro – racconta Bacchi – . Mi viene un’idea. Chiedo alla plancia di trasmettere sull’amplificazione esterna ‘Tema d’amore’, motivo conclusivo del film. L’effetto è spettacolare. Mi siedo al pianoforte e inizio a intonare la stessa melodia che suona fuori. Federico, l’ufficiale di rotta e appassionato responsabile della produzione foto e video di bordo, mi riprende in silenzio». La ripresa viene poco dopo inviata all’Ufficio pubblica informazione della Marina. E da dì in avanti accade qualcosa di straordinario: «Il video raggiunge sui social un milione di visualizzazioni», racconta il capitano di vascello Bacchi alla platea del Propeller riunito l’altra sera allo Yacht Club. Del resto un comandante esperto musicista, appassionato di pianoforte, non è cosa comune.

Ci saranno altri momenti simili durante quella campagna estiva di istruzione degli allievi, con il tramonto tricolore, ovvero le luci con il rosso bianco e verde della nostra bandiera che illuminano gli alberi della nave. Un passaggio musicale davanti alle coste della Sardegna, un omaggio alla Campania (con Pino Daniele) e a Genova con un medley di De André il giorno dell’inaugurazione del ponte costruito dopo la tragedia del Morandi.

Nel periodo di comando della nave scuola, cominciato ad Ancona nell’ottobre del 2019, il CV Bacchi doveva condurre il “Vespucci” nel giro del mondo, fino a Tokyo per le Olimpiadi. Ma il Covid ha dato un colpo di spugna al progetto. In attesa comunque della grande impresa che verrà portata a compimento il 20 agosto 2020, giorno in cui il CV Bacchi ha portato il “Vespucci” a vele spiegate lungo il canale che a Taranto divide il Mar Grande dal Mar Piccolo. Ma nel verso contrario rispetto all’impresa che era stata compiuta soltanto dal comandante Straulino nel 1965. «Secondo le nostre previsioni, la brezza doveva entrare poco dopo le 12 per raggiungere la massima intensità alle 14. Era la giornata più calda dell’estate - ha ricordato il comandante Bacchi –. Per organizzare la manovra avevo cercato le statistiche meteo di quel giorno negli ultimi 10 anni».

Nel suo libro “Il punto più alto. Sulla rotta di un sogno al comando dell’Amerigo Vespucci” (ed. Cinque Terre), il comandante ricorda che quando fu assegnato alla nave, il Capo di Stato Maggiore pro tempore ammiraglio Treu gli inviò un messaggio. «C’era allegata una foto - ha ricordato – datata 14 maggio 1965, con il Vespucci in uscita dal Mar Piccolo. Sotto la foto c’era scritto: vogliamo replicare? Io risposi: dovrò chiederle il permesso? La risposta dell’ammiraglio fu profetica: quando lo farà, io sarò a bordo. Così è stato». Alla presentazione livornese del libro erano presenti - come indicato da Maria Gloria Giani presidente del Propeller labronico nella sua introduzione - anche l’ammiraglio Biaggi attuale comandante dell’Accademia Navale e il CV Massimiliano Siragusa che nel settembre 2021 è subentrato in comando sul Vespucci. Il volume racconta la conclusione di un percorso, cominciato a 19 anni da allievo in Accademia a Livorno quando, ha ricordato sorridendo Bacchi, «le mie conoscenze veliche erano quelle di un ragazzo romagnolo che aveva imparato qualcosa per portare in mare le ragazze». Un percorso che si identifica con il coronamento di un sogno - scrive Bacchi - «che è nato il primo giorno in cui ho indossato l’uniforme, l’inseguimento e la conquista di un obiettivo illuminato dal motto Non chi comincia ma quel che persevera. Il punto più alto aumenta l’orizzonte ottico, permette di guardare oltre, rispetto a colui che decide di non elevarsi e accetta di vedere solo quello che gli è più vicino e alla portata». Nella serata il giornalista Enrico Gurioli ha poi parlato del suo ultimo volume “Nave Vespucci il mistero del tempo”.


 

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