Livorno, lite furiosa a bordo vasca tra il cittì azzurro e una nuotatrice: arrivano i carabinieri
Mattinata caotica in via Allende. Lei accusa: «Mi ha spinto in piscina». La replica: «Mi ha offeso, non l’ho toccata»
LIVORNO. È stata una mattinata agitata, quella di ieri, alla piscina comunale Camalich. Che ha visto come protagonisti una signora livornese che pratica nuoto libero in via Allende e il plurimedagliato tecnico della nazionale di nuoto (e della Livorno Aquatics) Stefano Franceschi. Tra i due è nata un’accesa discussione a bordo vasca, al termine della quale la signora è finita in piscina. Che cosa è successo? Le versioni dei protagonisti sono diverse. Quel che è certo è che alla fine sono dovuti intervenire anche i carabinieri a placare gli animi.
Tutto, secondo quanto ricostruito, è nato dal fatto che la signora avrebbe inveito contro il tecnico che in quel momento – erano le 8 e mezzo circa – stava allenando alcuni suoi atleti. La donna avrebbe dato del buffone a Franceschi, dopo avergli detto di indossare la mascherina. L’allenatore, ad un certo momento, ha perso la pazienza e ha risposto. Ne è nata una lite verbale molto animata. Secondo la versione della donna, raccontata successivamente anche ai carabinieri che sono intervenuti sul posto, dopo l’accesa diatriba il tecnico federale l’avrebbe spinta in piscina con tanto di borsa in mano.
Ma Franceschi, tecnico conosciuto in tutta Italia e protagonista con i nuotatori azzurri anche alle recenti Olimpiadi di Tokyo, respinge ogni accusa: «Non ho spinto nessuno. Ma stiamo scherzando? Dopo mezz’ora di insulti e offese nei miei confronti, quella donna ha preso il cellulare e ha iniziato a riprendere me e il mio assistente – racconta –. E quando mi sono girato per dirle di togliere il cellulare, si è buttata in piscina. Sinceramente non so per quale motivo... Di certo non c’è stato alcun contatto fisico, sia chiaro a tutti. La mascherina? A volte la abbasso per farmi sentire dai ragazzi e dalle ragazze che alleno, ma a bordo piscina sono sempre da solo – continua il cittì -. Le persone più vicine sono a cinquanta metri di distanza, compresa questa donna che mi ha insultato per tutta la mattina. Io da una parte, lei dall’altra. È assurdo».
Alla piscina Camalich sono poi intervenuti i militari del 112 per riportare la situazione alla normalità, anche perché nel frattempo era arrivato il marito della donna e le cose stavano per degenerare. Secondo alcuni frequentatori della piscina, la donna avrebbe già avuto discussioni con altri personaggi del nuoto livornese. «Anche i carabinieri che sono arrivati in piscina - aggiunge Stefano Franceschi - hanno capito subito la situazione e si sono limitati a chiedere i documenti d’identità. Non c’è stata alcuna spinta, non c’è stato alcun tipo di violenza. Sono un professionista, sono un educatore. Non mi permetterei mai di fare una cosa del genere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
