Il Tirreno

Livorno

Rubano pc, tablet e una fotocamera dal centro di formazione dei Salesiani

Stefano Taglione
L'ingresso del centro
L'ingresso del centro

Livorno, i ladri non si sono fermati neanche di fronte all'ingresso dell'associazione di corso Mazzini: «Che senso ha colpire noi che viviamo con i piccoli finanziamenti regionali?»

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LIVORNO. Non si sono fermati nemmeno di fronte all’ingresso dell’associazione. Svaligiando la sede dell’istituto di formazione professionale del Centro italiano opere femminili salesiane. Che ora dovrà ricomprare otto tablet, quattro computer portatili, una macchina fotografica reflex e perfino il cellulare aziendale utilizzando per parlare con i ragazzi. È un colpo da qualche migliaio di euro quello messo a segno nel fine settimana appena trascorso all’interno dell’istituto Santo Spirito di corso Mazzini, in centro.

I ladri, infatti, sono riusciti a entrare da una porta per poi fuggire senza che nessuno si accorgesse di nulla. A rendersi conto dell’ingresso forzato, ieri mattina, è stata una suora. Come conferma la direttrice del centro Adriana Scammacca: «Fa male quando a essere colpiti sono piccoli centri come il nostro, che fanno didattica e vivono grazie ai finanziamenti regionali che non ci fanno certo diventare ricchi – spiega – ed evidentemente, i malviventi, quando c’è da rubare non si fermano di fronte a nulla».

L’istituto aveva chiuso regolarmente venerdì pomeriggio: «La porta che abbiamo trovato aperta – prosegue Scammacca – sono sicura che la settimana scorsa era stata chiusa, me lo ha confermato chi lo ha fatto. Non c’è stata quindi alcuna dimenticanza e i ladri l’hanno sicuramente forzata. La suora, infatti, ha trovato un’anta aperta e sicuramente i ladri sono passati da lì. I computer che ci hanno rubato, così come i tablet, li avevamo acquistati durante il lockdown per permettere ai ragazzi di seguire le lezioni con la didattica a distanza e ora, purtroppo, ci verranno a mancare. È un danno enorme per un istituto come il nostro, che ripeto va avanti grazie ai pochi contributi pubblici concessi dalla Regione Toscana e non è certo una realtà dove si possono trovare soldi».

Ieri mattina la direttrice ha presentato una denuncia contro ignoti nella caserma “Vittorio Labate” di viale Boccaccio, mentre poche ore prima – dopo l’allarme al 112 – in corso Mazzini era intervenuto un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato. «Gli agenti sono intervenuti immediatamente e li ringrazio», riepiloga Scammacca.



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