Il Tirreno

Livorno

«Cara politica ti scrivo». Ceroni l’autore manager

L’ex funzionario dell’Agenzia delle Dogane Claudio Ceroni
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L’ex funzionario dell’Agenzia delle Dogane Claudio Ceroni

Ha guidato diverse società partecipate: «Come guardare la vita dallo specchietto

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In copertina ha voluto la fotografia del nipotino, di spalle mentre con un pennello in mano scrive (o dipinge?) su un muro. «E si sa – dice il nonno – sui muri si scrive per protestare, o per lanciare messaggi». È quello che vuol fare Claudio Ceroni con il suo primo libro, “Ripartiamo da qui. Cara politica ti scrivo”, pubblicato con Effigi Edizioni di Arcidosso.

Classe 1952, un passato da funzionario delle Dogane a Livorno, ma anche da presidente dell’Acquedotto del Fiora e di società del Gruppo Acea, un presente nel volontariato (è nel consiglio della Misericordia di Montenero). Una conoscenza profonda e raggiunta sul campo di un tema centrale della nostra società: i rifiuti, che farne, come riciclarli e renderli produttivi. Nato a Cinigiano (Grosseto), paese di cui è stato anche vicesindaco e assessore, si è fatto strada, ha avuto a che fare con la politica, con il ginepraio di norme e burocrazia, ha affrontato polemiche in materia di acque e di rifiuti. C’è tutto questo nel libro, scritto in prima persona ma senza compiacimenti, piuttosto con uno sguardo collettivo.

Per Ceroni non è propriamente un esordio perché con Effigi compare tra gli autori del volume “L’Acquedotto del Fiora. Ieri, oggi e domani” che è soprattutto un libro fotografico e che ha la prefazione illustre di Andrea Camilleri.

Per “Ripartiamo di qui” invece a curare l’introduzione è il giornalista Gabriele Baldanzi che ha lavorato a lungo nella redazione del “Tirreno” di Grosseto. «Considero Il Tirreno – dice Ceroni – un compagno di viaggio tanto che gli ho dedicato un capitolo del libro. Sono nato politicamente negli anni Novanta all’epoca in cui Il Tirreno sostenne il Comitato Agevolazioni Prima casa di cui fui fondatore insieme a Riccardo Saller e Luciano Gazzarri che trovò nel deputato Marco Susini una sponda per arrivare al ministero delle Finanze. Fu grazie alla nostra iniziativa e alla campagna del Tirreno se le agevolazioni per l’acquisto della prima casa divennero realtà per tutti gli italiani». Perché ha deciso di scrivere questo libro? «E’ un po’ come aver guidato un’auto guardando dallo specchietto retrovisore. Mi piaceva sognare, auspicare per i giovani, per i miei figli e per il mio nipotino un paese diverso, fatto di opportunità. Oggi è venuto meno quell’ascensore sociale per cui uno come me, che da piccolo portavo le scarpe con i tacchetti di ferro per non consumare le suole, è riuscito ad elevarsi. Raccontando il mio vissuto voglio aprire alla speranza».

Si dedica un capitolo alla vita difficile nei piccoli borghi. «Non si fa che parlare di questi tempi di quanto i piccoli paesi siano il regno del buon vivere. Ma è una falsa narrazione. Nei paesi c’è miseria, desolazione, non ci sono servizi. L’unico progetto di ripopolazione che è andato a buon fine negli ultimi decenni l’hanno portato avanti i cinghiali che sono diventati un vero flagello. Per parlare di questo sono finito anche a “Mi manda Raitre” e sono apparso spesso sul vostro giornale perché ho avuto diversi incidenti con i cinghiali per cui sono stato anche rimborsato dalla Provincia».

Invece a Livorno? «Ero funzionario all’Agenzia delle Dogane quando ci fu la tragedia del Moby Prince e anche quando arrivarono i fusti tossici della Karin B, la nave dei veleni. C’erano gli ambientalisti che protestavano mentre i marinai della nave ci gettavano la cioccolata. Livorno fu capace di accogliere la nave che nessuno voleva». Ripartiamo da qui, ma da dove? «Dai giovani. L’ultimo capitolo del libro lo dedico a Veronica, una ragazza che scrisse a Mattarella nel 2014. Veronica denunciava la sua situazione, comune a tanti giovani di oggi: laureata, costretta ad accumulare tirocini gratuiti. Una situazione frustrante che però non le ha mai fatto perdere la speranza. Per ripartire l’entusiasmo e l’ottimismo saranno il miglior combustibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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