Il Tirreno

Livorno

Treni, nel 1965 da Livorno a Roma in 2 ore e 45. Oggi in 2 ore e 37

Il docente pendolare Luca Bernazzani
◗
Il docente pendolare Luca Bernazzani

Sulla linea Tirrenica in oltre mezzo secolo abbiamo guadagnato 8 minuti 

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nel 1965, il glorioso Settebello, da Firenze a Roma impiegava appena tre ore. Un tempo relativamente breve per l’epoca, nonostante in quegli stessi anni l’uomo fosse sbarcato sulla Luna. Ma oggi, 57 anni dopo, grazie all’Alta velocità la Direttissima si riesce a percorrere in appena un’ora e 35 minuti, sia con Trenitalia che con la concorrenza di Italo. La metà quasi esatta. È il progresso: convogli più nuovi e soprattutto una rete ferroviaria più efficiente che, senza soste intermedie, consente di unire Termini a Milano in 2 ore e 59 minuti. E ancora più veloce sarà quando verrà realizzato il sottoattraversamento di Firenze, in ritardo di anni.

Uno sviluppo che purtroppo non ha riguardato la linea Tirrenica. Qui, il treno più rapido di quello stesso anno, partiva alle 8.14 e permetteva ai viaggiatori di raggiungere Livorno dalla Capitale in due ore e 45 minuti, dalle 8.14 alle 10.59. Oggi, il Frecciabianca più sprint, impiega due ore e 37 e gli altri due ore e 41 minuti. Di fatto raggiungendo una media inferiore ai 100 chilometri orari (per la precisione 97,22 km/h), quando sulla Tav si possono superare i 300. Rispetto agli anni Sessanta, non c’è dubbio, i convogli sono più comodi e la rete è migliorata, come è aumentato il numero delle fermate che non aiuta il tempo di percorrenza complessivo, ma la velocità sul Tirreno resta quasi la stessa dell’epoca e i treni a lunga percorrenza, in molti casi, sono stati rimpiazzati dai regionali veloci, che varcano il confine della Toscana e oltrepassano quello del Lazio grazie alle convenzioni locali.

Restano gli Intercity, mentre le Frecce – i convogli che dovrebbero rappresentare l’eccellenza – qualche anno fa sono state rallentate: «Siccome i “Pendolini” a volte non “pendolano” e Trenitalia fatica a trovare i pezzi di ricambio – spiegano dal Comitato pendolari Grosseto – allora per garantire la puntualità le tracce orarie sono state estese, con i rallentamenti diventati organici negli orari. Così ci è stato risposto». Fra l’altro, sempre negli anni scorsi, alcuni Frecciabianca della tratta Genova-Roma (diventati Frecciargento) a Pisa sono stati deviati su Firenze e da Campo di Marte – la stazione dove fermano – instradati verso sud. «Sono più veloci e si riempiono di più», era la tesi dell’azienda. E Livorno e la Maremma, ogni anno che passa, temono che la storia si ripeta. Con l’incubo di fare affidamento solo sui regionali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web