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Crolla sulla strada il muro del ’600 e “chiede scusa” «Troppe auto»
I residenti hanno affisso dei cartelli con frasi in prima persona Il tratto di via dell’Ambrogiana è stato chiuso e transennato
Matteo Scardigli
livorno. «Scusate se sono crollato», racconta il muro del Seicento di via dell’Ambrogiana che separa (o separava) la strada dall’area verde occupata dagli Orti Urbani.
«Sono caduto con dignità», tiene a precisare. «Imploso su me stesso senza fare danni. Comunque ho tutelato i bimbi che vanno a scuola», sottolinea, con una punta di amarezza: «Eppure c’è chi dice che non è così».
A parlare, in realtà, sono alcuni residenti del quartiere, che hanno affisso dei cartelli accanto alle macerie; a mo’ di fumetto. Come se – appunto – fosse l’antica barriera ad esprimere i propri pensieri.
«Non ne potevo più di queste auto e Suv e furgoni a tutta velocità», prosegue la parete, rivendicando l’offesa recata al suo nobile lignaggio: «Io, muro di un borgo antico di Livorno, dipinto da pittori famosi, amato dai cittadini, memoria storica della città, sono crollato grazie all’incuria del Comune nonostante gli appelli dei residenti».
La barriera aveva dato segni di cedimento già all’inizio dell’anno passato. Proprio di questi tempi, infatti, fu deturpata da uno squarcio che, sùbito, qualche incivile prese e trasformò nell’ingresso di una discarica abusiva ancora oggi visibile dalle immagini satellitari. Alla fine dovettero venire i vigili del fuoco a metterci una pezza, ma il danno non fu mai sistemato in modo permanente.
La questione, oltretutto, ha radici più antiche. La stradina di quartiere (e senza marciapiede), vecchia scorciatoia tra via Roma e via Goito, almeno dalla fine degli anni Novanta si è trasformata in un’arteria di scorrimento fra il centro e il mare, frequentatissima anche dai genitori degli alunni delle vicine elementari Natali e medie XI Maggio.
D’estate, poi, diventa una vera e propria autostrada.
Senso unico e divieti di sosta (con rimozione) 0-24, non bastassero le anguste dimensioni della carreggiata, dovrebbero indurre negli automobilisti una certa cautela. Il fatto che lo sport più praticato nel quartiere sia la raccolta degli specchietti frantumati, però, sembra dimostrare il contrario.
Il tratto dove è avvenuto il crollo è stato prontamente transennato dal Comune, e altrettanto prontamente (e ciclicamente) manomesso dai chi non si rassegna a fare il giro largo e quindi taglia le fascette di plastica che vincolano gli sbarramenti gli uni agli altri.
Il crollo, con ogni probabilità, è avvenuto sotto il peso della vegetazione retrostante, scoperchiando – oltre all’area verde – una pluridecennale questione di competenze. La strada è comunale, e su questo non ci piove; il terreno, invece, in teoria sarebbe ancora di Clc. Il condizionale è d’obbligo, dato che presso la sezione fallimentare del Tribunale di Livorno è depositata una procedura di concordato preventivo proprio per la cooperativa lavoratori celle costruzioni.
Fatto sta che, da circa 10 anni o giù di lì, nessuno fa più la manutenzione della vegetazione che si appoggia al muro.
«Macchine e macchinoni sfrecciano ogni giorno, le vibrazioni hanno indebolito la barriera», spiega una residente, chiedendo l’anonimato. E poi prosegue: «Il borgo è storico e, almeno per chi ci abita, è sottoposto a vincoli che tutelano le pareti delle abitazioni». Un paradosso.
«Sono decenni che scriviamo a qualunque giunta, di qualunque colore politico, con esposti e raccolte firme indirizzati anche ai vari difensori civici. Ma o non ci rispondono, oppure, come due o tre anni fa, ci dicono che era “un problema dell’amministrazione precedente”», prosegue ancora la donna, che infine conclude: «Noi continuiamo a batterci per la pedonalizzazione del borgo, o almeno perché diventi una zona ad accesso controllato».
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