Il Tirreno

Livorno

"Venga a fare il Pap test", ma è un uomo: l'Asl lo convoca per la visita

Matteo Scardigli
Angelo Lista
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Angelo Lista

Livorno, il racconto: «Al telefono mi ha risposto che facevo meglio a buttare via la busta con tutto il contenuto, perché sono cose che possono capitare con l'azienda che prende le prenotazioni, che comunque è un'altra».

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LIVORNO. Un metro e ottanta, spalle larghe e un lavoro come dipendente all'interno della raffineria Eni. Angelo Lista ha compiuto 50 anni in estate, e pochi mesi dopo anche la moglie Filly Spinelli ha spento lo stesso numero di candeline. Come regalo, Asl Toscana nord ovest ha previsto per entrambi la stessa visita, a dir poco... inusuale.

«Abbiamo ricevuto la prima lettera mentre eravamo a Ravenna da circa un anno e mezzo per motivi di lavoro, quindi abbiamo dovuto rimandare», racconta Spinelli. Il programma di screening dei tumori del colon retto prevede infatti che le persone appartenenti alla fascia di età compresa fra i 50-69 anni (uomini e donne) siano invitate ogni due anni, con una lettera personale inviata a domicilio dalla Asl, a eseguire gratuitamente il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ma loro, appunto, trovandosi fuori Livorno, sono stati costretti a posticipare l'analisi.

Prima a settembre, poi a novembre. La terza prenotazione è infine arrivata a casa Lista nella giornata di lunedì 20 dicembre. Spinelli apre la busta e legge il contenuto della lettera: il tre gennaio, marito e moglie devono recarsi al distretto di Collesalvetti per effettuare due... «Ho chiamato subito Angelo e insieme l'abbiamo presa a ridere. Cos'altro potevamo fare!?», racconta ancora Spinelli. Entrambi i coniugi, infatti, secondo il sistema sanitario dovevano sottoporsi a un Pap test, cioè a un esame citologico che indaga le alterazioni delle cellule della cervice dell'utero. L'errore è evidente. La risata, però, ha avuto vita breve.

«Ieri (lunedì 20, per chi legge) ho chiamato subito Asl per segnalare la cosa e fissare una nuova prenotazione», prosegue ancora Spinelli, che tuttavia è rimasta a dir poco insoddisfatta della risposta ricevuta: «Mi hanno detto – spiega – che facevo meglio a buttare via la busta con tutto il contenuto, perché sono cose che possono capitare con l'azienda che prende le prenotazioni, che comunque è un'altra rispetto ad Asl. E che avrei ricevuto un'altra lettera prima di febbraio».

Per i coniugi, tuttavia, passare sopra al disservizio così a cuor leggero è tutt'altro che semplice. «In entrambe le famiglie abbiamo avuto casi di tumore, lui ha perso entrambi i genitori e io ho rischiato di perdere mio padre», confessa Spinelli, che infine conclude: «L'abbiamo presa a ridere ma siamo preoccupati. E non è certo questo il modo di risolvere un problema».

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