Comunali 2026
Quando Lamberti difese la tradizione contro la Buitoni
Il noto marchio lancia in tv uno spot con Abatantuono della zuppadi pesce surgelata col nome del piatto livornese: la città si ribella e grida allo scandalo
In piena estate 1998 scoppia all’improvviso quella che in città è passata alla storia come la “guerra del cacciucco”. A scatenarla è la pubblicità televisiva della Buitoni di una zuppa di pesce surgelata chiamata – come riportava l’etichetta – “Cacciucco”. Apriti cielo: i ristoratori livornesi gridano allo scandalo, perché quella zuppa nulla ha a che vedere col piatto tipico livornese. Si sparge anche la voce che a girare lo spot con protagonista Diego Abatantuono sia stato Paolo Virzì, livornesissimo, ma lui stesso spiegherà di non entrarci nulla con quella pubblicità. Per la Buitoni ha fatto altri spot tv, non quello però. Dunque è innocente. Ma la polemica non si placa. Interviene anche la politica e l’allora sindaco Gianfranco Lamberti prende carta e penna e scrive alla nota azienda per tutelare la tradizione gastronomica livornese. E si inventa l’idea di una cena “riparatrice” per poi siglare un armistizio.
«Il sindaco Gianfranco Lamberti è sceso in campo in difesa del cacciucco nonostante fosse in ferie in Campania – scrive a Elisabetta Arrighi sul Tirreno del 22 agosto 1998 – Ieri, infatti, è rientrato per poche ore a Livorno per sbrigare alcune questioni legate al suo mandato. E per quelle poche ore ha di nuovo acceso il cellulare: “Sindaco, l'invito a Virzì, regista livornese doc, e ad Abatantuono, lucchese di adozione, per una cacciuccata resta valido?” “Certamente. Ribadisco l'invito per la cena, che stiamo organizzando. Proprio stasera mi vedrò con uno dei ristoratori labronici (Beppino Mancini della Barcarola, che ha dato il "la" alla difesa del piatto livornese insieme al giornalista Aldo Santini) e parleremo delle modalità di questa cena che dovrà servire per una riconciliazione con il cacciucco”. Quello vero, naturalmente, non quello surgelato che è sì gustoso al palato ma che è lontano anni luce dal cacciucco nato a Livorno. E si dice già che le prime adesioni alla cacciuccata siano già arrivate a stretto giro di telefono. La «crociata» in difesa del cacciucco è partita ufficialmente giovedì 20 agosto, nel momento in cui (era il tardo pomeriggio) via fax ed e-mail dal Palazzo Civico di Livorno è partita la lettera firmata da Lamberti ed indirizzata alla Buitoni, ramo aziendale che fa capo alla Nestlé Italia. “Ieri sera siamo stati contattati dall'ufficio marketing dell'azienda. Volevano sapere quali saranno le mosse successive”. Insomma, a Milano hanno pensato che alla lettera di Lamberti - con la quale si chiede di risolvere «nel modo giusto il problema» del «falso» cacciucco - possa seguire un ricorso a tutela dei consumatori. “Il senso della mia lettera alla Buitoni è questo: se voi Buitoni date la giusta soluzione, valorizzando il cacciucco che è piatto tipico della nostra tradizione, tutto ok. Se questo non avvenisse, vedremo che cosa fare».
La polemica si affievolisce con la fine dell’estate e tutti ci guadagnano in termini di marketing: la Buitoni, la città di Livorno e anche il cacciucco, che torna improvvisame di moda.
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