Il Tirreno

Livorno

porto 

Tdt, pace fatta fra sindacati e azienda dopo 9 ore di trattativa in Authority

Mauro Zucchelli
Tdt, pace fatta fra sindacati e azienda dopo 9 ore di trattativa in Authority

La mediazione di Guerrieri dopo lo scossone dello sciopero quotidiano di due ore per 15 giorni Proprietà e lavoratori si vengono incontro sull’integrativo: sospesa anche la protesta dell’autotrasporto

4 MINUTI DI LETTURA





Mauro Zucchelli

livorno. Altro che il vento ghiaccio di grecale che per ha aperto un martedì prefestivo tenendo le banchine sotto i 5 gradi. Per tutta la mattina le previsioni mettevano in programma quasi una “tempesta perfetta” sul terminal Tdt, il più importante polo container del porto di Livorno (e uno dei primi 25 del Mediterraneo). La raffigurazione l’avevano data lunedì scorso il fatto che fosse rimasto del tutto deserto quel varco che di solito è una babele di camion nell’andirivieni fra terminal e superstrada.

Nel pomeriggio è cambiata completamente la direzione del vento, come attesta l’osservatorio meteo dell’Avvisatore Marittimo: un po’ scirocco, un po’ libeccio, un po’ ponente. Ma è cambiato anche il vento che soffiava nella trattativa-fiume a Palazzo Rosciano: «Quasi nove ore filate», racconta uno dei protagonisti del negoziato al tavolo di un mediatore tanto abile quanto infaticabile com’è il presidente Luciano Guerrieri in tandem con il braccio destro Matteo Paroli.

Risultato: poco prima delle 18 anziché dissotterrare l’ascia di guerra è stato fumato il calumet. I sindacati dei lavoratori hanno revocato lo sciopero e anche la precedente agitazione relativa al blocco degli straordinari (già sospesa nei giorni scorsi). Le imprese dell’autotrasporto si sono riunite in assemblea davanti all’ingresso del varco: dopo la giornata festiva di oggi, è previsto un faccia a faccia con i vertici Tdt per domattina e i dirigenti della Cna vogliono arrivarci mandando un segnale di disponibilità, salvo però metter in chiaro che sono disposti a tornare a forme di lotta, come insistono a ribadire Massimo Angioli e Alessandro Longobardi, che dell’organizzazione di categoria dei camionisti artigiani sono l’uno presidente e l’altro coordinatore. Insomma: se è tregua, armistizio o pace vera e propria, lo vedremo nei prossimi giorni.

Si erano sommate due differenti proteste, ciascuna con proprie motivazioni. Da un lato, le organizzazioni sindacali dei lavoratori di categoria sotto l’ombrello Cgil Cisl Uil: per dare una spallata in merito allo sblocco del confronto con l’azienda sul contratto integrativo, fin da mercoledì 1 avevano chiamato i lavoratori a uno sciopero di due giorni a fine turno mettendolo in programma per 15 giorni consecutivi (qualcosa di mai visto finora per durata e capacità di incidere sull’operatività aziendale). Dall’altro, le piccole imprese dell’autotrasporto che hanno risposto alla “dichiarazione di guerra” firmata da Fita Cna: indirizzate a «compagnie, agenti marittimi e spedizionieri operanti nel porto di Livorno» – oltre che alla società Tdt, all’Authority e alle associazioni degli agenti marittimi (Asamar) e degli spedizionieri (Spedimar) – poche righe per segnalare che fino al 15 dicembre i camion di una sfilza di oltre trenta imprese avrebbero girato al largo dal terminal Tdt astenendosi «da effettuare operazioni di consegna e ritiro contenitori di ogni genere» in tale terminal (con lo stop che, a quanto risulta, si era esteso anche al di fuori dai confini degli associati Cna).

Il sospiro di sollievo lo tira in primo luogo l’Authority: l’indizio è in un passaggio della nota ufficiale («dopo due anni di infruttuose e reiterate riunioni»). Quanto basta per accreditare che a questo punto i diversi tasselli della comunità portuale accreditano all’Authority una leadership e un ruolo di regìa che ne aumentano il peso politico-istituzionale. I dirigenti sindacali Giuseppe Gucciardo (Filt Cgil), Gianluca Vianello (Uiltrasporti) e Dino Keszei (Fit Cisl) lo dicono chiaro e tondo parlando di «lunga trattativa in cui ha avuto un ruolo chiave l’operato dell'Autorità di sistema portuale». Qualcosa di più di un semplice arbitro fra i pugili del ring del conflitto sociale, se è vero che i rappresentanti dei lavoratori sottolineano che l’intesa è stata raggiunta «con reciproca soddisfazione delle parti». Su analoga lunghezza d’onda anche la soddisfazione espressa dai rappresentanti di Assiterminal e Confindustria, Luigi Robba e Ettore Bartolo, secondo quanto viene riferito.

Sotto gli occhi di Guerrieri è stata sottoscritta l’intesa tecnica, «annullando – queste le parole di Palazzo Rosciano – le rispettive distanze su temi chiave quali l’adeguamento dei compensi per il cambio turno obbligatorio, l’aggiornamento del premio di risultato e dell’indennità di flessibilità».

«È stata dura ma alla fine ha vinto il buon senso»: è la dichiarazione che il presidente Luciano Guerrieri mette nero su bianco dopo aver tessuto i fili del dialogo fra le parti («assieme al segretario generale Matteo Paroli e al dirigente demanio Fabrizio Marilli») sottolineando che «il porto non si poteva permettere di sostenere un giorno in più di sciopero». Lo ripete rendendo omaggio ai passi avanti fatti da ciascuna delle parti: «Va dato atto all’azienda dello sforzo che ha dovuto sostenere per venire incontro alle richieste dei lavoratori, allo stesso tempo ho apprezzato la serietà e determinazione mostrata dalle rappresentanze sindacali aziendali e dai sindacati di categoria nel corso della difficile trattativa».

Dal segretario generale dell’ente, Matteo Paroli, arriva la rivendicazione del fatto che l’Authority non è stata alla finestra ma anzi «credo possa attribuirsi una piccola parte di merito» in quest’opera «di regia e di intermediazione»: il tavolo di raffreddamento invece di essere interpretato come un passaggio burocratico-rituale, «si è trasformato nello strumento attraverso il quale pervenire ad un accordo nella reciproca soddisfazione di tutti e nel superiore interesse dei traffici portuali». Aggiungendo poi: è stata superata «una situazione difficile che alla lunga avrebbe minato anche l’immagine e la credibilità del porto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana