Il Tirreno

Livorno

i problemi della raffineria 

«Eni, intervenga il governo» Consiglio regionale unanime

«Eni, intervenga il governo» Consiglio regionale unanime

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LIVORNO. Stavolta la politica ha parlato con una voce sola: al di là degli schieramenti, il Consiglio regionale ha fatto quadrato attorno alla raffineria Eni votando all’unanimità una proposta di risoluzione relativa al futuro dello stabilimento livornese: come ricorda il documento consiliare, l’impianto «rischia la chiusura alla fine del 2022 secondo il programma di riassetto produttivo comunicato dall’azienda il 30 settembre 2021».

Se tali volontà della multinazionale del “cane a sei zampe” trovassero conferma, sarebbero «in contraddizione con quanto comunicato nei mesi scorsi dall'azienda stessa» riguardo all’intenzione di puntare al «miglioramento ambientale e consolidamento dello stabilimento attarvesro una serie di investimenti nella direzione di nuovi impianti di biocarburante». Al contrario, se passasse la chiusura della linea produttiva dei carburanti senza un contestuale impegno a una riconversione verso altre produzioni, sarebbero a rischio «una sessantina di posti di lavoro».

L'atto presentato da Francesco Gazzetti (Pd), Francesco Torselli (Fdi), Marco Landi (Lega), Marco Stella (Fi), Irene Galletti (M5s) e Stefano Scaramelli (Italia viva) mette l’accento su due azioni da compiere: da un lato, tramite la commissione consiliare competente verranno convocati i vertici di Eni per capire le intenzioni reali del gruppo; dall’altro, la risoluzione inaclza la giunta regionale ad attivarsi per «chiedere urgentemente al governo la convocazione di un tavolo nazionale sulle prospettive future della raffineria di Livorno, coinvolgendo Eni, le rappresentanze sindacali dei lavoratori e le istituzioni interessate, a partire dalla Regione Toscana e dai Comuni di Livorno e Collesalvetti».

Gazzetti (Pd), che roingrazia i colleghi per il lavoro politico comune e per aver votato il documento, tiene a sottolineare che «l’attivazione di un tavolo nazionale è un’azione che la giunta regionale ha già individuato come fondamentale e che adesso diventa una priorità per tutta l’assemblea toscana». Gazzetti spiega che così si individua un obiettivo preciso: quello di «contribuire al raggiungimento di un percorso adeguato per l’impianto di Stagno, tra le realtà occupazionali più importanti della costa toscana».

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