Il Tirreno

Livorno

basket serie b

Pielle beffata ancora nel finale

Giulio Corsi
La delusione di Riccardo Pederzini
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La delusione di Riccardo Pederzini

A 70 secondi dalla sirena i biancoazzurri erano avanti di tre, poi il crollo. Livornesi troppo molli in difesa, terza sconfitta di misura in tre partite

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LIVORNO. A 70 secondi dalla sirena la Pielle è avanti di tre punti e ha la palla in mano. Nel basket è un'eternità ma il vento sembra che soffi nella vela biancoazzurra. Lemmi prova a uccidere la partita, ma il suo mancino dall'arco è respinto dal ferro. Dalla parte opposta Guglielmo De Ros, 23 anni, playmaker scuola Casale, non sbaglia. Fino a quel momento dalla lunga ne ha messo uno su sette tentativi, ma solo soletto, quel pallone pesante come un macigno lo infila nella retina come se fosse un tiro libero: 74-74. La dannata scimmia che per tutta la partita si è appoggiata sulla spalla dei livornesi adesso se la ride. La Pielle gioca quasi al limite dei 24 finché Iardella in penetrazione non forza un tiro che c'entra poco. Il tabellone dice meno 34". Di là ancora De Ros si trova un tappeto rosso davanti e in sottomano in penetrazione lo percorre come Spike Lee sulla croisette di Cannes, segnando il sorpasso lombardo: 74-76. Livorno ha ancora 15 secondi, Oleggio ha ancora un fallo da spendere senza mandare la Pielle in lunetta. Che fare? Tirare subito da tre? Cercare il canestro della vittoria sulla sirena? Tenere palla e costruire un tiro giusto per giocarsela al supplementare? Da Prato punta tutte le sue fiches su Riccardo Pederzini, mano morbida, tecnica sopraffina, prodotto Virtus diventato un veterano di A2 e serie B, in palmares campionati, promozioni, finali di Coppa, uno che momenti come questi dovrebbe mangiarseli a merenda.

Ric è in giornata di gloria. Nel secondo tempo ha preso in spalle la Pielle e non ha sbagliato praticamente nulla. Ha l'80% al tiro, 8 su 10. Paleggia, palleggia lungo l'arco, cerca il tiro da tre ma si trova davanti quel bestione di Riva. Decide di non azzardare, fa un altro palleggio verso il canestro, da 5 metri e mezzo prova l'arresto e tiro. Gli occhi del popolo piellino seguono la parabola dello Spalding, ma è un flop. Il pallone non prende nemmeno il ferro e finisce sul fondo. Tutti guardano il cronometro ed è uno strazio: 3 secondi. Oleggio rimette da metà campo, Drocker fa fallo su Da Ros: due su due, 74-78. Da Prato tenta ugualmente l'impossibile, chiama time-out, l'ultima azione con due secondi da giocare è da applausi: rimessa, Drocker si libera dalla marcatura e infila da tre. Non basta, anzi fa anche più male. Serve solo per sigillare la terza sconfitta di fila, la seconda con mezzo canestro di scarto.Il Modigliani è ammutolito. I giocatori biancoazzurri escono dal parquet e a qualcuno dei Rebels scappa anche qualche parola di troppo mentre prendono il tunnel degli spogliatoi. Ma più che rabbia c'è amarezza. Perché stavolta la squadra di Da Prato ha avuto a lungo la partita in pugno. A metà del secondo tempo, schizzata sul più 8 (35-27) non è riuscita a chiuderla a chiave, facendosi risucchiare negli ultimi due giri di lancetta fino al 38-37.

E dopo l'intervallo a lungo ha ballato sul più 5 ma non ha saputo allungare.Eppure Oleggio, col suo atteggiamento spavaldo e molto garibaldino, è sembrata più che battibile. Basti pensare all'insistenza con cui ha tirato dalla lunga con percentuali pessime (8/34). Davanti a quelle mani gelide forse Da Prato avrebbe potuto tentare un po' di zona, che tanto aveva fruttato a San Miniato, e invece le maglie difensive sono apparse troppo allentate e De Ros, Riva, Del Debbio hanno trovato canestri facili in area, che hanno permesso di restare agganciati al match. Anche grazie ad un attacco livornese spesso affrettato che si è affidato alla buona giornata di Drocker e Pederzini, ma ha visto perdere anche 17 palloni.

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