Il Tirreno

Livorno

Ecco la tassa sui rifiuti, che "botta"

Juna Goti
Ecco la tassa sui rifiuti, che "botta"

Livorno, in arrivo i bollettini: confermato il pagamento del conguaglio 2020. Cambia il sistema di calcolo e per le famiglie con figli ci sono gli aumenti maggiori

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LIVORNO. I bollettini della Tari stanno arrivando in questi giorni. E a giudicare dalle prime reazioni, l’apertura delle buste non sta regalando belle sorprese. I motivi sono due. Il primo riguarda tutti i livornesi: come annunciato a fine giugno, devono pagare il conguaglio della tassa sui rifiuti targata 2020. Gli scongiuri amministrativi delle prime ore non si sono infatti concretizzati e alla fine tutti dovranno versare quel 10 per cento che manca. Così come aveva anticipato il Tirreno. Il secondo tocca invece soprattutto le famiglie con figli, o comunque i nuclei di almeno tre o quattro persone: stanno registrando gli aumenti più consistenti, in alcuni casi delle belle botte, come si dice da queste parti.

Facciamo subito l’esempio concreto di una famiglia di quattro persone (due adulti e due bambini) che vive in un appartamento di 95 metri. Lo scorso anno aveva pagato circa 342 euro di Tari, considerando anche il 5 per cento di addizionale provinciale. Ieri nella cassetta della posta ha trovato il nuovo avviso: dovrà versare un conguaglio di 38 euro, più 418 euro di tariffa 2021 (sempre comprensiva dell’addizionale), per un totale di ben 456 euro. Significa che oltre al saldo di 38 euro dovrà pagare un aumento di altri 38.

I numeri registrati da questa famiglia e verificati dal Tirreno rendono bene l’idea di quanto si troverà a versare un nucleo standard che vive in una casa sotto i 100 metri. Inutile dire che se si prende in considerazione sempre un nucleo di quattro persone ma con una casa più grande, di oltre 150 metri e magari con un garage, l’aumento schizza: l’acconto lo scorso anno era stato di 514 euro, quest’anno al saldo di quasi 60 euro si aggiungono i 563 euro di tariffa 2021 (quindi 50 euro di aumento netto), per un totale di 621 euro, che di fatto portano a pagare più di 100 euro rispetto a un anno fa.

Diciamolo subito: è cambiato il sistema di calcolo, come ricorda l’assessora Viola Ferroni. Il nuovo regime di Arera, l’autorità di regolazione per l’energia, prevede un rapporto diverso tra i costi fissi e quelli variabili, con i secondi che pesano molto più dei primi. Basta guardare le cifre riportate in ogni bollettino per verificarlo. Il primo effetto è che la Tari aumenta di più per le famiglie numerose, mentre la stessa proporzione non vale per i metri quadri. In concreto, già le previsioni pubblicate a giugno dal Tirreno raccontavano che una persona che vive da sola in 80 metri può anche trovarsi a pagare 5 euro in meno rispetto allo scorso anno (da 174 a 169 euro), ma se nella stessa casa ci vivono in tre o in quattro il rincaro è di 26 o di 43 euro (da 334 a 377). In ogni caso in tutti i bollettini sta arrivando il conguaglio, capace di azzerare all’occhio anche eventuali segni meno sulle tariffe nuove. Con il risultato che il tentativo dell’amministrazione di far pagare solo il 90 per cento della tassa nei mesi dei lockdown, si sta trasformando in un grande e salato boomerang.

A Palazzo Civico rifarebbero la stessa scelta? «Sì – risponde Ferroni – vi invito a ricordare quale era la situazione nel 2020, quando abbiamo dovuto emettere le fatture senza avere definito la Tari. C’era la volontà di andare incontro alle famiglie e anche alle utenze non domestiche. Immagino che nessuno vi abbia chiamato da palestre, teatri o cinema visto che a queste categorie abbiamo azzerato la tariffa...».

Vero, ma molte famiglie si stanno comunque trovando a pagare decine di euro in più, non solo per effetto del saldo, ma anche per gli aumenti.

«Più che a una volontà dell’amministrazione – controbatte Ferroni – questo è riconducibile al nuovo meccanismo di calcolo che impone alle amministrazioni la costruzione di una tariffa che tenga di conto che più siamo, quindi più produciamo, e più dobbiamo pagare». E comunque «se si guarda alla composizione della popolazione livornese, il numero di famiglie che hanno questi aumenti è basso». Il riferimento è al fatto che in città il 64 per cento delle 70mila utenze domestiche risulta formato da una o due persone. «E le 6.800 famiglie, magari proprio quelle con molti figli, che hanno un Isee sotto gli 8.265 euro non dovranno pagare la parte variabile, grazie agli 800mila euro del Comune», sottolinea Ferroni. Resta il fatto che per tante altre famiglie gli aumenti stanno arrivando.

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