A Livorno si rivoluziona la rete del volontariato: progetti, tempi e obiettivi
In città la prima conferenza del terzo settore dopo la legge regionale che rivede il rapporto tra enti pubblici e associazioni
LIVORNO. Livorno vuole essere capitale toscana del volontariato e candidarsi come apripista regionale per la rivoluzione del mondo del non profit. Le infrastrutture sociali della comunità livornese si sono riunite ieri al terminal crociere per la prima “conferenza del terzo settore”, coordinata dall'assessore al sociale Andrea Raspanti, che ha annunciato per il 2022 la nascita di una “Casa del terzo settore”, dove le associazioni che non hanno sede potranno fare rete e aprire servizi.
Due i macro-temi all'ordine del giorno: la riforma tesa a superare la frammentazione legislativa del settore e l'arrivo dei fondi del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza). «Il territorio livornese presenta numeri straordinari, con 330 associazioni e 27mila cittadini che vi sono impegnati a vario titolo», ricorda il sindaco Luca Salvetti, che sottolinea poi «l'orgoglio dell'amministrazione comunale per il rapporto instaurato con il terzo settore, in particolar modo per la gestione delle sedi». Valori riconosciuti anche dalla Regione. «La parte del leone la fanno le associazioni che operano in ambito sociale e sanitario, ma c'è anche il meno conosciuto volontariato internazionale», ricorda l'assessora regionale al terzo settore Serena Spinelli, che poi rivendica: «La Toscana è stata la prima e unica regione ad aver fatto una legge per dare attuazione al Codice del Terzo Settore».
Ringraziando le associazioni per il lavoro svolto anche durante la fase della pandemia, Comune e Regione hanno ribadito il nuovo corso: non più finanziatori delle realtà sociali a cui delegare il lavoro, ma registi di un tavolo operativo condiviso. La riforma, in sostanza, prevede un nuovo rapporto tra enti pubblici e associazioni, chiamati a co-programmare e co-progettare.
Il primo banco di prova sarà l'incontro Anci-Regione di lunedì 11 ottobre. «Disegneremo il nuovo sistema socio-sanitario toscano, con case e ospedali di comunità», preannuncia il direttore dell'Associazione nazionale comuni italiani, Simone Gheri, che poi sprona: «I fondi del Pnrr saranno un innesco importante da cogliere al volo, abbiamo pochi mesi per impostare i progetti e prepararci al meglio».
La questione del credito torna poi al centro dell'intervento del presidente Cesvot (il Centro servizi volontariato Toscana) Federico Gelli, accanto a quella del ricambio generazionale: «Tutti gli enti del terzo settore lamentano una crisi delle risorse. E se da un lato si registra un aumento diffuso dei volontari, dall'altro cresce la media dell'età anagrafica».
Questioni da approfondire venerdì 15 e sabato 16, al meeting annuale di Bibbona, e sulle quali si pronuncia il presidente di Fondazione Livorno Luciano Barsotti: «La riforma stabilisce per la prima volta che le fondazioni concorrono al perseguimento delle finalità. Potremo quindi operare in maniera più specifica attraverso le donazioni, in particolare con due esperimenti: coinvolgere i giovani nel volontariato alla fine del percorso di studi, e fornire supporto alle associazioni in ambito di formazione». Chiude il cerchio Gianluca Mengozzi, portavoce del forum regionale terzo settore: «La burocrazia ci schiaccia, la lentezza nell'erogazione delle risorse ci esaspera. Gli animatori del terzo settore hanno sempre guardato con diffidenza alle amministrazioni, ma la Toscana si è comportata bene. E Livorno è un laboratorio importante».
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