Controlli e pattuglie nella zona la risposta dopo la guerriglia
Livorno. Tre pattuglie in più nella zona di via Buontalenti e «in quelle abitualmente frequentate dagli spacciatori». Pattuglie che «ci sono state concesse dal dipartimento della pubblica sicurezza e sono aggiuntive rispetto a quello che sono già sul territorio. Parliamo di un buon numero, considerando che in tutta la città abbiamo tre volanti a turno. Ci sarà dunque un raddoppio solo da parte della questura ed è senz’altro soddisfacente». È stata questa, proprio a poche ore dall’accaduto, da quei fatti che hanno sconvolto la città della serata di mercoledì scorso in via Buontalenti, la risposta del questore di Livorno Roberto Massucci. Misure in risposta a quanto successo su cui, nelle solite ore, era intervenuto, sempre sulle pagine del Tirreno, il prefetto Paolo D’Attilio che aveva detto: «Dobbiamo dare un maggior senso di sicurezza ai livornesi, in particolare nella zona dove sono successi i disordini, ma anche nel resto della città. Per questo, nell’area di via Buontalenti, fin da subito sarà operativo un controllo interforze senza un presidio fisso, per non dare punti di riferimento, ma itinerante. Quanto accaduto non è rappresentativo per la città di Livorno». E intanto proseguono le indagini. Nei giorni scorsi era salito a otto il numero delle persone identificate da polizia e carabinieri nell’indagine lampo condotta dalla procura di Livorno e affidata a un pool di agenti e carabinieri per risalire agli autori della guerriglia di mercoledì sera. Si tratta di cittadini di nazionalità tunisina tra i venti e trent’anni a cui gli investigatori sono arrivati attraverso i filmati registrati dai residenti e le telecamere pubbliche tra piazza dei Mille e piazza delle Repubblica. Durante l’operazione della polizia sono identificate 70 persone. I controlli sono stati nelle aree del Pentagono del Buontalenti. Arrestati e trasferiti in carcere tre nordafricani tra i 41 e i 48 anni per reati pregressi. Gli agenti hanno effettuato anche perquisizioni.
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