Il presidio
«Patto con le parti sociali e primo soccorso nel Terminal»
Pubblichiamo l’intervento dell’assessora alla portualità del Comune di Livorno Barbara Bonciani che replica a quello pubblicato ieri sul Tirreno da parte del sindacato Usb in merito all’incidente sul lavoro avvenuto martedì in porto.
In relazione all’infortunio mortale del lavoratore marittimo verificatosi martedì che ha colpito pesantemente il mondo del lavoro, come cittadina e lavoratrice ho provato un senso di frustrazione al pari delle altre numerose morti sul lavoro cui stiamo, forse troppo in silenzio, assistendo nel nostro Paese, in particolare negli ultimi mesi.
È giusto interrogarci su che cosa è stato fatto e cosa ancora potremmo fare per promuovere quella attenzione e cultura della sicurezza sul lavoro, necessarie a ridurre i rischi di infortuni. In questo senso l’articolo apparso sul Tirreno di giovedì otto settembre può sollecitare una sua ragionevole lettura.
Tuttavia credo che l’aggiornamento legislativo, spesso richiesto dalle organizzazioni sindacali potrebbe certamente essere d’aiuto, anche se sarà indispensabile garantire una partecipazione corale nella gestione dei processi produttivi per ridurre i rischi di infortunio ad essi associati, e questo, è bene ricordarlo, la legislazione vigente lo consente.
Infatti, nell’ambito portuale i Decreti Legislativi 271 e 272/1999, per i settori marittimo e portuale, prevedono Organismi bilaterali in cui affrontare le tematiche della sicurezza.
Come assessora al porto di Livorno per conto dell’Amministrazione comunale, sul tema richiamato dal sindacato Usb, posso solo riconfermare che – nell’ambito delle proprie competenze – l'Amministrazione comunale, nel maggio 2020 siglando il Protocollo di intesa per gli interventi di emergenza nella Darsena Toscana, ha inviato alla Regione Toscana, con un atto formale la richiesta di dotare il terminal di un presidio di primo soccorso.
Ciò ovviamente non può esimere me, l’Amministrazione comunale e tutte le parti sociali dal promuovere atti in favore della prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro quotidianamente, evitando che tragedie come quelle che stiamo drammaticamente vivendo in questi giorni a Livorno e nel resto del Paese possano rappresentare le uniche occasioni in cui ricordarci che di lavoro non si deve morire.
*Assessora portualità
Comune di Livorno
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