Traghetto Tirrenia per Livorno, il rientro è un'odissea: in 1.700 bloccati a Olbia - Video
Stop alla partenza per via di un buco di circa un centimetro nella nave. Disagi e proteste dei turisti, come si difende la compagnia
LIVORNO. A distanza di quasi un mese dallo stop che nel tardo pomeriggio di un mercoledì di fine luglio ne bloccò la partenza dal porto di Livorno, è arrivato il bis: nell’andirivieni sulla rotta fra le banchine labroniche e le coste di Sardegna, stavolta il guaio si è manifestato al momento dell’imbarco a Olbia ieri mattina alle 11. Per il traghetto Nuraghes è stata cancellata in extremis la partenza: e se la volta precedente i disagi avevano riguardato 945 passeggeri, ieri mattina il problema ha messo i bastoni fra le ruote a 1.700 turisti che dovevano far rientro in continente a fine vacanza.
La nave appartiene alla compagnia Tirrenia (gruppo Onorato), è ben riconoscibile per l’enorme figura di Batman disegnata sullo scafo. E non è neanche molto vecchia: è entrata in servizio nel 2004, a pieno carico può portare 3mila passeggeri con più di mille auto e quasi 2mila metri lineari di semirimorchi e trailer.
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In realtà, tutto era cominciato 24 ore prima. La mattina precedente, sempre nella partenza da Olbia, si era registrato un ritardo di quattro ore. Come confermano fonti ufficiali della compagnia di navigazione, era stato riscontrato nella chiglia un buco di poco meno di un centimetro e mezzo. Era stata effettuata una riparazione d’urgenza: una squadra di tecnici sommozzatori – questa la ricostruzione che arriva da Tirrenia – aveva turato la falla ed effettuato una saldatura per consentire alla nave di lasciare la Sardegna in sicurezza, sia pure con il disagio di uno slittamento di ore rispetto al previsto. Anche perché c’era da ottenere le autorizzazioni relative alla sicurezza: inutile dire che a bordo non sono mancati momenti di tensione.
La nave aveva comunque raggiunto Livorno, poi era ripartita alla volta della Sardegna. Ma ieri mattina a Olbia si è ripresentato il problema di quella che è stata definita falla e che la compagnia continua a descrivere come un «foro grande quanto un pollice». A questo punto si è capito che se era saltata la riparazione fatta poche ore prima c’era qualcosa in più da verificare: impossibile rimetterci una pezza e ripartire seppur con ritardo.
Ecco che qui le versioni divergono. La compagnia riferisce di aver offerto ai viaggiatori la possibilità di “riproteggersi”, cioè di effettuare il viaggio su altre navi anche di altre compagnie in direzione verso il continente, magari in direzione di Civitavecchia o di Genova, oppure la possibilità di essere rimborsati o di utilizzare la partenza successiva. Una soluzione comunque di emergenza: ad esempio, nella partenza serale la disponibilità di cabine è appannaggio prima di tutto di chi ha prenotato quel viaggio, dunque è probabile che un certo gruppo di passeggeri abbia dovuto arrangiarsi. Tirrenia dice che nessuno è rimasto sguarnito.
Ma è da parte della stessa compagnia che si ammette che i disagi in certo qual modo proseguiranno anche nelle ore successive: non essendo arrivato ieri pomeriggio a Livorno, non ha potuto ripartire dal nostro porto. «La clientela è stata avvisata – dicono da Tirrenia – di dirigersi su Genova».
Alcuni turisti in attesa a Olbia hanno contattato Il Tirreno per protestare contro la situazione. Soprattutto negano che ogni cosa sia filata liscia come l’olio. «Il problema dev’essersi manifestato – riassumibili così le tante voci delle loro argomentazioni – mentre stavano caricando i camion. All’improvviso hanno interrotto le operazioni. A tutti noi che eravamo nei piazzali d’imbarco hanno semplicemente detto che il traghetto non sarebbe partito e che dovevamo levarci da lì. Come fa a decollare il turismo in Sardegna se ogni anno devi sperare nella buona sorte perché rischi di incappare in qualche guaio nel viaggio?».
A dar fuoco alle polveri dal lato dei sardi è Salvatore Corrias, sindaco di Baunei e consigliere regionale Pd, con uno scatto della stazione marittima di Olbia: lo posta perché «1.700 persone hanno appena fatto il check-in e attendono, esauste, di imbarcarsi per Livorno sulla “Nuraghes” di Tirrenia, che sembra abbia avuto una falla (l’ennesima) che non le consente di accendere i motori e prendere il largo». E sbotta: «Ancora una volta (l’ennesima) questa azienda, con questi mezzi, con questi modi, si presta a rappresentare al meglio, in maniera drammaticamente efficace, un sistema che di falle ne ha troppe. E fa acqua da tutte le parti».
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