Il bilancio di Salvetti: «A livorno due anni di crescita, ora accelerare col nuovo ospedale»
Il sindaco parla alla Festa dell’Unità a metà del mandato: «Svolta su lavori pubblici e decoro urbano le altre priorità»
LIVORNO. Primo: «Accelerare il percorso per realizzare il nuovo ospedale. Nei primi giorni di settembre saremo davanti al notaio con l’azienda sanitaria locale per l’atto sul diritto di superficie. In questa partita la pandemia ha bloccato tutto perché la sanità è stata inghiottita dall’emergenza, ma l’obiettivo resta quello di aprire il cantiere del nuovo ospedale entro la primavera del 2024».
Secondo: «Dare la svolta sui lavori pubblici. Gli interventi principali saranno nell’area mercatale, sulle baracchine del lungomare e soprattutto i portici di via Grande». Terzo: «Puntare sempre di più sul decoro urbano. Questo è un altro aspetto fondamentale, anche perché influenza molto i discorsi da social, ma alla fine dipende tutto da come uno guarda la città».
Ecco i tre impegni che il sindaco Luca Salvetti si assume per la seconda parte del suo mandato, che si sta avvicinando al giro di boa dopo quelli che lui definisce «due anni davvero soddisfacenti a livello amministrativo e importanti per una città che ha cambiato volto». Bilanci e prospettive che il sindaco ha toccato nel dibattito di giovedì sera alla Festa dell’Unità, quest’anno in versione ridotta a Shangai e in programma fino a domani sera nella piazzetta tra via Fratelli Bandiera e via Paretti. Un incontro a cui ha partecipato anche il segretario comunale del Pd, Federico Mirabelli, e che è stato coordinatodal capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci davanti a più di cento persone.
Si è parlato di com’è cambiato il quartiere Shangai, si è parlato degli obiettivi raggiunti dalla giunta e delle criticità ancora da risolvere a Livorno. E incalzato dalle domande del giornalista Guarducci, per esempio sui ritardi della riqualificazione del centro, il sindaco ha ammesso «che via Grande, fin qui, è l’unico cruccio del mio mandato perché avrei voluto iniziare prima i lavori di ristrutturazione»
Si è parlato anche e soprattutto di sanità, con Mirabelli che ha chiamato in causa la Regione Toscana sottolineando «la necessità di una casa della salute per i quartieri nord della città: se la proposta che abbiamo presentato non è giudicata fattibile lo si dica e si cerchi una alternativa».
Salvetti, ripercorrendo i suoi primi due anni da sindaco ha rivendicato la sua «autonomia durante il mandato», ma allo stesso tempo ha evidenziato «il rispetto verso una struttura forte come il Partito democratico locale, che è sempre stato un punto di riferimento per la mia famiglia». Non sono mancate le frecciatine ai Cinque Stelle: «In eredità ci hanno lasciato due piazze da inaugurare, tra l’altro una fatta anche male, e poi tanti regalini…». «Avevano azzerato la struttura comunale, al mio arrivo c’erano soltanto 6 dirigenti», «Qualcuno aveva chiuso le porte di Palazzo Civico perché ogni giorno entrava gente arrabbiata, io mi dimetterei prima di chiudere le porte del Comune».
E il bilancio di questi due anni e due mesi da sindaco? «I primi nove mesi sono stati entusiasmanti e coinvolgenti. La riqualificazione di piazza del Luogo Pio, la mostra su Modigliani, Livorno che sembrava più europea. Poi è arrivata la pandemia e lì ho capito di avere a disposizione una giunta e una struttura comunale molto serie nel proprio operato. Nonostante la dura convivenza con il virus, abbiamo fatto tutto quello che volevamo fare e nessuna persona è stata lasciata indietro. Parlo di operazioni fondamentali come chiudere il concordato Aamps, con l’azienda che ora è libera di investire e guardare al futuro, e ridare alla città un piano di Protezione civile dopo dieci anni, una priorità ripensando all’alluvione. E poi c’è la cultura: una città si trasforma se investe sugli eventi e Livorno, quest’estate, è la città italiana con il maggior numero di eventi insieme a Rimini». Resta il fatto che «su ospedale, lavori pubblici e decoro bisogna accelerare nei prossimi due anni».
Capitolo a parte per il Piano urbano della mobilità sostenibile, che è stato «approvato» e contiene «le linee guida per non morire più sul viale Italia», ma «la tragedia dei giorni scorsi ci impone di continuare a studiare soluzioni per risolvere quella che è diventata una vera emergenza».
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