A Livorno sul motorino con ciambella e ciabatte, la foto della città che adora il mare e il sole
Così abitudini e abbigliamento sono condizionati dalla “dipendenza” da bagno e tintarella dei livornesi
LIVORNO. Con la ciambella in motorino, gli asciugamani attorno ai fianchi, la ghiacciaina colorata appesa al gancio sotto il manubrio. C’è tutta la Livorno che d’estate fa del mare il suo mantra in questa foto scattata dal nostro Daniele Stefanini mercoledì scorso all’incrocio tra viale della Libertà e via Mameli. In centro, tra banche e uffici, si materializza in un’immagine l’amoreche dà innocua dipendenza per quel mare che qui non è orizzonte ma centro di gravità permanente, motivo di vita, benevolo ma prepotente organizzatore di giornate e spostamenti. Un galateo tutto nostro regola abbigliamento, gestione del tempo e persino modo di consumare i pasti e non c’è dress code, etichetta e formalità che tenga. Prima di tutto, rpima di badare alle apparenze, a Livorno si respira l’aria di quella distesa azzurra che sbuca fuori appena ci si sposta a occidente e che manda il suo richiamo irresistibile, persino d’inverno, figuriamoci d’agosto. Un’aria liberatoria, che spazza via complessi e convenzioni e che autorizza a scegliersi uno stile tutto speciale, così diverso da quello che anche i più giovani adottano nelle altre città.
A Livorno “da mare” ci si veste, “al mare” si dedica la pausa pranzo o gran parte della giornata se non si lavora , ovviamente ci si mangia, una schiacciatina o la frutta, se si frequentano gli stabilimenti balneari ci si pranza e ci si cena, atttrezzati di tutto punto per un rito che comporta un’organizzazione da professionisti del pic nic quotidiano.
Ciambella non perché non si sa nuotare ma per rendere più confortevole e divertente il bagno, asciugamani come pareo per far prima e ridurre al minimo il bagaglio, ghiacciaina per quel pasto veloce magari preparato dalla mamma. E poi il motorino, altro oggetto di culto labronico che permette di raggiungere più velocemente scogli e bagni, parcheggio veloce e pronti per il tuffo, per stendere l’asciugamano e abbrustolirsi al sole.Ragazzi, come quelli della foto, ma anche adulti, cavalcano così ogni giorno le due ruote vestiti di poco e felici. Canottiere e bermuda, ciabatte sempre o quasi, e ora che quelle a fascia fanno concorrenza alle infradito non c’è che l’imbarazzo della scelta, mentre piedi non sempre curati ma comunque abbronzati si mostrano senza veli ovunque. Per tutti, giovani e adulti, l’abbigliamento più da spiaggia che cittadino è pienamente sdoganato dalla mattina al supermercato alla sera, durante la passeggiata, ovviamente “sul mare”, che serve a “frescheggiare”.
Anche il tatuaggio, presente sui corpi di gran parte dei livornesi, fa parte della filosofia marina della città. Perché è proprio la frequenza con cui ci si spoglia a renderlo desiderabile perché facile da esibire. Quindi tatuaggi per tutti e di tutti i tipi, soprattutto ovunque. E anche in questo caso la scelta non è legata all’età perché sono sempre di più gli adulti che decidono di decorare il corpo, spalle, braccia ma anche schiena, piedi, caviglie, con disegni di ogni genere. Che mostrano con orgoglio anche quando la pelle non è più tonica e l’opera d’arte risente di qualche ruga e cedimento, na resta comunque parte integrante della “divisa da mare” che soprattutto in estate spicca sui corpi seminudi.
Fondamentale poi nel guardaroba del livornese è il costume da bagno. Anzi “i” costumi da bagno perché chiunque ne possiede più di uno e alla fine diventa più importante di un abito, si sceglie con cura e non si disdegna neppure il vintage. Il costume da bagno in genere è “sotto”, sotto ai pochi vestiti, o almassimo appallottolato nel bauletto dello scooter. La ciambella poi (ma a volte anche il coccodrillo o l’unicorno gigant) meglio averla pronta già gonfia. Sul motorino “da mare” c’è posto per tutti e per tutto. Anche per il cane, che da cane livornese, ama ilmare e sa nuotare meglio del padrone.
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