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Livorno

Il nome dei fratellini alla scuola di Corea «Livorno torni a essere la città dell’accoglienza»

Matteo Scardigli
Il nome dei fratellini alla scuola di Corea «Livorno torni a essere la città dell’accoglienza»

L’amministrazione ha ricordato al cimitero dei Lupi il 14° anniversario dal rogo sotto il cavalcavia in cui persero la vita i quattro bambini rom 

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La Cerimonia

Matteo Scardigli

LIVORNO. Per non dimenticare, per proseguire lungo il percorso dell’inclusione sociale. Sono passati 14 anni dal rogo sotto il cavalcavia di Pian di Rota in cui persero la vita quattro bambini rom. E ieri, al cimitero dei Lupi, l'amministrazione comunale ha ricordato la tragedia con una ristretta cerimonia di fronte alla lapide della piccola Lenuca, unica delle quattro salme a non esser stata traslata in Romania, sotto la quale il sindaco Luca Salvetti ha deposto un mazzo di fiori.

Una cerimonia a cui Salvetti avrebbe voluto unire l’inaugurazione della scuola “volano” in via Fratelli Gigli (quartiere Corea, accanto al parco “Baden Powell"), slittata causa Covid; sarà intitolata all'inizio dell'anno scolastico proprio alla piccola Lenuca e ai fratellini Eva, Danciu e Menji, che avevano fra i 4 e gli 11 anni.

«Abbiamo il profondo obbligo morale di venire qui e lanciare un messaggio di attenzione e considerazione per chi arriva nella nostra città o vive in contesti che ci sembrano diversi, distanti», ha detto il sindaco, ricordando «un episodio che ebbe dell’incredibile, che non dovrebbe mai essere consentito in una città civile», e aggiungendo un auspicio affinché «l'accoglienza torni a essere un tratto distintivo della Livorno più bella, genuina, che sa vivere e convivere con chi viene da lontano come ha saputo fare nella sua storia».

In assenza dei familiari, l'assessore al sociale Andrea Raspanti si è unito a Salvetti nel ringraziare la comunità di Sant'Egidio e l'associazione Don Nesi-Corea, che partecipò con i bambini del doposcuola alla realizzazione del murale al Baden Powell dedicato alle quattro vittime: «Questa tragedia ci sia da monito e ricordo, perché è compito e dovere di tutti lavorare per riproporre un nuovo patto sociale». Ha voluto testimoniare il suo cordoglio anche il consigliere regionale Francesco Gazzetti, che all'epoca raccontò i fatti in veste di telecronista: «Quella notte le fiamme cancellarono esistenze, sogni e speranze. Questa amministrazione comunale si è assunta un impegno e lo sta portando avanti, come acqua che nutre il terreno distrutto dal fuoco», ha detto Gazzetti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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