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Green pass, baristi e ristoratori di Cecina e Rosignano si adeguano: «Non vogliamo rischi, le multe sono salate»
Gli imprenditori si attrezzano. Porri (Dan Kafè): «Il nostro personale è pronto all’accoglienza»
CECINA. E alla fine è arrivato il D-day con lo sbarco del Green pass che, nei bar e ristoranti, è da ieri obbligatorio per sedersi al tavolo all’interno del locale. «Chiediamo la certificazione per chi consuma dentro il ristorante – afferma Roberto Bartoli, presidente della Ccn Cecina e titolare dell’Osteria Le Chiacchiere – I documenti? Il problema è quello. La metodologia non è chiara e come ristoratore non posso chiedere dei dati sensibili. Quindi ci fidiamo di quello che ci viene esibito. I controlli? Spero che vengano fatti. Finora non ce ne sono mai stati, magari questa è la volta buona. Di certo al momento c’è solo il fatto di dover chiedere il Green pass. Di questi tempi, con la bella stagione, lavoriamo sopratutto coi tavoli esterni e prendiamo tempo, per capire meglio. Intanto ci siamo dotati di un lettore per il Qr code, ma sappiamo che il pass potrebbe essere di un altro. In Italia siamo bravi a fare leggi ma non a dare spiegazioni. Di buono ci sono le tante persone che, già due giorni fa, per un evento in città, volevano mostrare la certificazione, anche se non richiesto».
«Chiediamo come tutti il Green pass – dice Marzio Porri del Dan Kafe – Non è che abbiamo alternative. Viene chiesto dalla persone all’accoglienza nel caso di un cliente intenzionato a consumare all’interno. I documenti? Non è chiaro. Noi chiediamo il Green pass. Se poi non conosciamo direttamente il cliente, chiediamo anche il documento. Per ora, comunque, lavoriamo in larghissima maggioranza con l’esterno. Finora chi si è messo a sedere dentro il locale ha esibito la certificazione senza fare problemi». «Per il momento all’interno entra poca gente – spiega Letizia Cubeddu del GhiottoPizza a Rosignano – Comunque anche noi chiediamo il pass e, ai clienti che non conosciamo, il documento. Se uno non è in regola? Lo facciamo accomodare all’esterno. Non esistono alternative. Le multe sono salate e già veniamo da un anno e mezzo critico. Non possiamo permetterci di prendere sanzioni per chi non capisce. Ma per ora va liscio. Purtroppo non c’è una precisa informazione. Tanti non hanno capito quando è obbligatorio e queste cose diminuiscono la clientela. Ci sono anche gli anziani, e ogni persona è diversa dall’altra. Le regole andrebbero spiegate le verso giusto a tutti».
«Per ora il tempo ci assiste e lavoriamo con l’esterno – parla Wilma Mattioli della Piazzetta a Castiglioncello. I problemi arriveranno a ottobre. Speriamo che per allora la legge venga rivista. Le persone, comunque, sono abbastanza informate anche se si sorprendono per la nostra fiscalità. D’altra parte le multe sono salate e vorremmo evitarle. In ogni caso, già adesso abbiamo un’app per la lettura del Qr code. le difficoltà potrebbero arrivare di fronte a un cliente che non vuol esibire i documenti».
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