Il Tirreno

Livorno

Assalto alla prefettura, 20 le condanne per la protesta. Ceraolo: «Rischio di finire in carcere»

Stefano Taglione
Un'immagine della manifestazione (foto Pentafoto)
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Un'immagine della manifestazione (foto Pentafoto)

Livorno, il sindacalista dell’Usb vuole chiedere la messa alla prova: «Dobbiamo pagare anche 95mila euro, chiediamo aiuto»

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LIVORNO. Venti condanne e quattro persone che ora rischiano il carcere. Fra loro il responsabile di Asia-Usb, il sindacalista Giovanni Ceraolo, punito con due anni, sei mesi e 20 giorni di reclusione. Lo scorso 24 giugno la Cassazione ha confermato le decisioni della Corte d’appello di Firenze dopo il cosiddetto “Assalto alla prefettura”, le proteste del 2012 che hanno visto numerose manifestazioni nel giro di pochi giorni in città, con diverse cariche della polizia durante i vari cortei che si sono succeduti durante e dopo la visita alla stazione marittima di Pierluigi Bersani.

«C’è stata un’evidente volontà di andare fino in fondo alla questione – dice Ceraolo – ed entro fine luglio, naturalmente, chiederò la messa alla prova per non andare in carcere e usufruire di pene alternative. Spero che mi vengano concesse: se dovrò fare volontariato sarà l’ultimo dei miei problemi, visto che già lo faccio. Si tratterà solo di farlo in una maniera diversa, ufficiale, e di certo non mi sottrarrò. Il problema sono le eventuali ulteriori condanne, per altre questioni, che potrebbero arrivare. Non lo so se succederà, però chiaramente tutto questo avrà delle ripercussioni sull’attività sociale e sindacale. Spero solo che le misure non siano invasive. Uno di noi ha già ricevuto l’avviso di pignoramento della casa. Chi rischia il carcere come me? Sicuramente i miei compagni Diego Sarri, Luca Fantelli e Thomas Canessa».

Già, perché oltre alla pena, ci sono i risarcimenti e le ammende da pagare. Per questo è stata aperta una sottoscrizione per aiutare gli attivisti. «La Cassazione ha completamente rigettato il ricorso dei nostri avvocati – prosegue Ceraolo – quindi dobbiamo pagare 60mila euro di ammenda (sono tremila a testa) e 35mila di risarcimenti. Sono soldi che non abbiamo». «A distanza di nove anni – spiega dall’Usb – si sono conclusi i tre gradi di giudizio e le condanne sono diventate definitive. La stessa giustizia che assolve gli assassini della strage di Viareggio, così come i responsabili di centinaia di omicidi sul lavoro, ma che non ha scrupoli a colpire attivisti sindacalisti da anni impegnati in lotte sociali a fianco di migliaia di cittadini e lavoratori in difficoltà. Alcuni di loro giovanissimi all'epoca dei fatti». «Alcuni condannati appartengono al nostro collettivo, molti altri all’ex Caserma occupata, segno evidente di una volontà di colpire una specifica area politica cittadina a fronte di migliaia di partecipanti», scrive invece Potere al Popolo.

«Per contribuire si può donare su https://www.gofundme.com/f/effetto-refugio...) oppure con un bonifico sul conto corrente IT67J0308301610000000018331 intestato a Gabriele Canessa della Ubi banca private investment».
 

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