Il Tirreno

Livorno

IL DIZIONARIO 

Le espressioni di casa nostra che ci rendono speciali

G.U.B

Una carrellata di parole e modi di dire coloriti e diffusi che caratterizzano il nostro linguaggio e che fanno parte della quotidianità

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Ecco una carrellata di espressioni, alcune mutuate dal Bagitto, modi di dire tipicamente livornesi che fanno parte della nostra quotidineità e sulla cui origine non sempre ci interroghiamo.

Una panoramica del lessico livornese nel quale tutti ci imbattiamo ogni giorno senza distinzione di età o professione e una guida alla sua comprensione.

Ariècco – riecco: ecco di nuovo.

Arreggere: reggere, tenere,trattenere.

Arrondemàan: tantissimo, tantissimi, a iosa, a bizzeffe.

Arribaltare: apovolgere, ribaltare.

Arrocchettàre: disagio fisico provocato dal freddo, “Bimbi, s’entra ‘n casa? Qui fa un freddo che s’arrocchetta”

Avellare: emanare cattivo odore, puzzare, “Che schifo, ho ‘ncontrato uno che avellava di sudore”. “C’è un puzzo s’avella” “Lavati, sudicio, un pòi avellà così”

Baccalà: buono a nulla

Bagioge: guance belle piene, “Che belle bagioge c’ha questo bimbo”.

Bagònghi: epiteto scherzoso nei confronti i di persona bassa di statura o indossa abiti o maniche troppo lunghi che lo rendono goffo, “levati ve’ pantaloni, mi pài Bagonghi”.

Guà: saluto confidenziale che sta per guarda, l’apostrofo guà indica il troncamento del vocabolo. Usato incontrando qualcuno, “Guà chi si rivede”.

,Guappo: non è riferito all’arrogante, anzi s’usa per sfottere bonariamente l’amico che esce col vestito della domenica, perché si sente belloccio ed attraente”

Guasi: quasi, “Guasi guasi mi bevo un’aranciata”.

Ibò: esprime il disgusto, come aibò”. “Ho trovato un capello nella minestra, ibò, mi vien da vomità!”,

Impiastro: persona di gusti difficili, cui non va mai bene niente, che crea problemi”. “Sei un impiastro”.

Incardanàssi: prendere una cotta, innamorarsi .

Levà ‘fumo dalle schiacciate.Essere svegli, reattivi, intelligenti, veloci nell’agire. Così veloci da riuscire, in senso figurato, a prendere al volo il fumo delle stiacciate appena cotte che stanno uscendo dal forno”.

Lacciaia: in origine una corda usata dai butteri maremmani per prendere al lazo gli animali. A Livorno, è l’accalappiacani.

Incignare: rinnovare un oggetto, indossare un oggetto per la prima volta.

Letià: leticare, “Hai intenzione di letià?”

Incardanàto: colui che è nella fase acuta dell’innamoramento, “Un cercà di ‘onvincerlo a lascialla, è troppo incardànato”,

Lescò: “via,sciò”, per scacciare gli animali e, in tono scherzoso, per allontanare i bambini, come in inglese, “Let’s go”. —

G.U.B

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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