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Livorno

Crea una ditta fantasma per evadere 200mila euro

Crea una ditta fantasma per evadere 200mila euro

Imprenditore livornese di 32 anni denunciato dalla Guardia di Finanza Società creata per emettere fatture per consulenze inesistenti

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LIVORNO. Un imprenditore livornese di 32 anni denunciato dalla Guardia di Finanza perché per risparmiare sulle tasse nascondeva in una ditta individuale di consulenza contabile per schermare la distribuzione di utili provenienti da una società di capitali, una Srl attiva pure nelle consulenze, in particolari riguardanti la gestione dei rifiuti e le analisi di laboratorio. La ditta individuale - creata allo scopo, quindi, di emettere fatture false per consulenze inesistenti nei confronti della SRL e per consentire a quest’ultima di diminuire gli utili risparmiando sul pagamento delle imposte complessive - non risultava neanche iscritta alla camera di commercio.

L’attività, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Livorno, avrebbe evidenziato indebiti vantaggi tributari dell’impresario il quale si avvantaggiava della tassazione di favore prevista dal “regime forfettario” per le ditte individuali (con imposta sostitutiva all’aliquota del 5%, al ricorrere di determinati requisiti) rispetto a quella ordinaria per le società di capitali (Ires al 24% e Irap al 4,8%). I servizi fatturati sono risultati palesemente privi di ogni fondamento di sussistenza, alla luce della ridotta struttura della ditta, senza dipendenti né mezzi (emesse peraltro solo una ventina di fatture per gli anni 2018 e 2019), e degli importi spropositati rispetto alle prestazioni fornite (ad esempio, chiesti, in un caso, oltre 8.000 euro per la redazione di un prospetto riepilogativo di una pagina) e tenuto conto, peraltro, della sovrapponibilità dei due soggetti giuridici.

Le fiamme gialle hanno riqualificato i pagamenti effettuati dalla srl al titolare della ditta individuale (nonché socio-amministratore della società pagante) quali utili occulti distribuiti, mascherati dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Segnalati alla Agenzia delle entrate per il recupero dell’evasione: costi indeducibili dal reddito per oltre 130.000 euro; Ires per più di 10.000 euro; Irpef per oltre 11.000 euro; Iva per 19.000 euro; ritenute d’acconto non operate per più di 11.000 euro e Irap dovuta per oltre 6.000 euro. L’operazione tra l’altro ha consentito di applicare la nuova disposizione in vigore dal 2020 della responsabilità amministrativa per le società al verificarsi di un reato tributario.

Prima dell’entrata in vigore della norma infatti rispondeva di un delitto fiscale soltanto l’autore delle condotte illecite (rappresentante legale e\o amministratore di fatto). Ora invece viene colpita direttamente anche la persona giuridica che ha beneficiato del reato, con l’irrogazione, nei confronti della società, di una sanzione pecuniaria e/o interdittiva (come ad esempio l’interdizione dall’esercizio dell’impresa ovvero il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione). Sistema sanzionatorio che è stato strutturato per intaccare il profitto dell’ente irregolare. —

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