Il Tirreno

Livorno

Tari, maxi sconto agli stabilimenti balneari: «Non meritano le riduzioni dei ristoranti»

Juna Goti
Sdraio e ombrelloni di uno degli stabilimenti balneari della città (foto d'archivio)
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Sdraio e ombrelloni di uno degli stabilimenti balneari della città (foto d'archivio)

Livorno, infuria la polemica in consiglio comunale. M5s e opposizioni di sinistra all’attacco, il Pd tira dritto e la destra è d’accordo

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LIVORNO. Il libeccio che in questi giorni accompagna l’arrivo in porto della Vespucci, e spettina gli ombrelloni degli stabilimenti balneari, si è fatto quasi tempesta sui banchi del consiglio comunale. Al centro della discussione tra le forze politiche è finito il maxi sconto sulla tassa dei rifiuti che il Comune ha deciso di prevedere anche per i gestori dei bagni, che sono stati inseriti nella lista delle attività che hanno risentito in modo particolare della pandemia e che quindi avranno diritto alle agevolazioni.

Come anticipato dal Tirreno, sindaco e assessori hanno impostato una manovra che prevede l’esenzione totale per alcune realtà particolarmente danneggiate (cinema, teatri, impianti sportivi, palestre) e uno sconto importante per altre che hanno dovuto comunque andare avanti in condizioni difficili, a cominciare da bar e ristoranti. Nel dettaglio, tutte le attività – una quindicina – inserite nell’elenco non dovranno pagare la parte variabile della tariffa, ma solo i costi fissi (per ognuna il costo al metro quadro cambia). Nel caso dei bagni, se si considera una superficie media di 5.390 metri quadri, la Tari da versare sarà di 8.731 euro anziché 18.649, più bassa anche rispetto agli 11.049 euro richiesti nel 2020.

«Ma non è giusto mettere gli stabilimenti balneari sullo stesso piano di ristoranti o pub che hanno subito vere e proprie chiusure e pesanti limitazioni nelle riaperture», interviene la capogruppo ed ex vicesindaca Stella Sorgente. Il Movimento 5 Stelle in consiglio ha messo sul piatto un emendamento per chiedere che i bagni fossero esclusi dalla lista delle agevolazioni, o che comunque ne avessero di ridotte, «con la finalità di redistribuire il gettito della Tari pagata da questa categoria verso altre più in difficoltà». «La stagione balneare 2021 – aggiunge Sorgente – è stata avviata, abbiamo visto che i bagni hanno aumentato in modo considerevole i prezzi di ombrelloni, cabine, abbonamenti. Lo avranno fatto legittimamente a compensazione del distanziamento fra i vari ombrelloni e a copertura di maggiori costi da sostenere, ma questa categoria è stata già oggetto di aiuti da parte del governo, ad esempio l’esenzione Imu». La collega Lucia Grassi rincara: «Non mi sembra che siano stati chiusi, se non da ottobre a maggio, come sempre. Hanno dovuto rivedere un po’ gli spazi, ridotto gli ombrelloni, ma compensato con aumenti di prezzi. Qui si vuole difendere l’indifendibile».

Va detto che sull’ipotesi di togliere in toto gli stabilimenti dall’elenco delle agevolazioni è arrivato il parere negativo degli uffici del Comune. In una nota a firma del dirigente Alessandro Parlanti si dice in sostanza che si è voluto evitare una «disparità di trattamento» tra le categorie e che i balneari sono stati esentati anche dal governo dal pagamento dell’Imu di giugno, proprio perché riconosciuti tra le categorie che hanno sofferto. Ma non era comunque esclusa la possibilità di prevedere riduzioni in misura diversa e su questo si è accesa la discussione politica.

Se anche Buongiorno è dubbioso («non si può dire che i bagni non produrranno rifiuti questa estate, sono affollati tanto quanto prima del covid» dice Valentina Barale), il Pd difende la scelta. Prima con Piero Tomei, «visto anche il parere tecnico sul quale concordiamo». Poi con Cristina Lucetti: «Intanto bisognerebbe avere ricognizione puntuale degli stabilimenti che hanno scaricato i costi del covid su un aumento delle tariffe, perché non mi risulta sia stato così da tutte le parti. Poi non si tiene di conto che sono vere e proprie aziende: si parla di 200 persone che ci lavorano in modo diretto. Non considerare un mondo come questo, che ha avuto grosse ripercussioni al pari di altri, e scatenare una guerra fra categorie è scorretto e strumentale. Se dobbiamo chiedere qualcosa agli stabilimenti balneari è in termini di offerta turistica per chi viene da fuori». «Ci confrontiamo di continuo con le associazioni di categoria, comprese quelle dei balneari – la chiude l’assessora al bilancio Viola Ferroni – e posso assicurare che le problematiche che ci sono state quest’anno per l’organizzazione dei servizi fanno sì che rientrino a pieno titolo nel meccanismo di agevolazione Tari».

È un botta e risposta con Sorgente: «Non si tratta di essere contro una categoria, ma di fare scelte eque in un momento come questo. Perché ad esempio non inserire tra gli senti totali le discoteche che non hanno ancora riaperto e prevedere per loro la stessa agevolazione dei bagni?».

Alla fine l’emendamento M5S non passa: con i grillini hanno votato Bl e Pap, mentre su questo la maggioranza a guida Pd ha trovato dalla sua parte le forze di destra, Fdi e Lega. —

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