Il Tirreno

Livorno

Festa abusiva alla Terrazza Mascagni: bottiglie e rifiuti restano lì

Stefano Taglione
Il caos sui tavoli di Surfer Joe
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Il caos sui tavoli di Surfer Joe

Livorno: la rabbia di Francesco Tonarini, uno dei soci del Surfer Joe accanto all’acquario. «È successo tutto dopo le 22, ieri mattina abbiamo dovuto ripulire tutto noi...»

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Stefano Taglione

livorno. Poco prima di tornare a casa, all’inizio del coprifuoco, Francesco Tonarini aveva fatto un salto nel suo locale accanto all’acquario, sabato sera rimasto chiuso a favore del nuovo bar di piazza Grande: «Abito davanti alla Terrazza Mascagni, così sono passato a controllare. Andava tutto bene, non c’era nemmeno una bottiglia di birra sui tavoli...».

Ma al risveglio, ieri mattina alle 8.30, ecco almeno cento bottiglie di birra, altre di vino e diversi cartoni di pizza. Sui tavoli, in terra e sul palco dei concerti del Surfer Joe di viale Italia. «Dopo che sono andato a letto – racconta – e dunque durante il coprifuoco, evidentemente c’è stata una festa abusivo. Un mio dipendente, su Instagram, mi ha raccontato di aver intravisto un filmato (poi scomparso) con ragazzi che ballavano dopo aver portato le casse della musica, quelle con le batterie».Così, in fretta e furia, il personale ha dovuto ripulire, sanificare tutto e scusarsi con la clientela. «A colazione abbiamo aperto alle 10 invece che alle 9 – prosegue Tonarini – e avevamo diverse prenotazioni, dato che l’acquario è aperto. Abbiamo fatto veramente una brutta figura con i turisti, non va bene...».L’imprenditore chiede più controlli delle forze dell’ordine alla Terrazza Mascagni: «In otto anni di attività, non sono certo passate molte volte, c’è stato un festino abusivo e qualcuno avrebbe potuto accorgersene...». Poi chiede risposte al Comune, magari per organizzare eventi. «Abbiamo l’elettricità, basterebbe che ci dessero un pezzetto della Terrazza per fare musica nel rispetto delle normative anti-Covid – conclude – e una prima richiesta l’abbiamo fatta a gennaio, senza che nessuno ci abbia degnato di attenzione. Pietrasanta e Bibbona ci chiedono continuamente di organizzare eventi, ma noi siamo livornesi e vogliamo lavorare qui. Che almeno qualcuno ci dicesse almeno di no...». —

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