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dramma in via di levante 

Schianto in scooter, amputate le gambe Il padre: «Mio figlio è forte, andrà avanti»

Stefano Taglione
Schianto in scooter, amputate le gambe Il padre: «Mio figlio è forte, andrà avanti»

Christian Volpi, 22enne allenatore dell’Unione canoisti, in rianimazione dopo il gravissimo incidente mentre tornava a casa

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Stefano Taglione

livorno. Ha perso le gambe in un incidente in scooter. «Ma se non ci saranno le protesi – dice, fuori dal pronto soccorso, il suo grande amico Filippo Bigoni – ci saremo noi a sostenerlo. Per tutta la vita. Forza Chri». Un’intera città sconvolta per quanto accaduto al ventiduenne Christian Volpi, ex vogatore del Venezia e stimato allenatore dell’Unione canoisti livornesi, il circolo di Tombolo di cui è presidente il padre Roberto Volpi.

Il ragazzo, con un passato di spessore come canoista, poco dopo le 23 di mercoledì scorso stava tornando in motorino a casa del padre, a Salviano. Non è chiaro come abbia fatto a cadere: si trovava fra due ultime rotonde di via del Levante, quasi alla Leccia, quando è caduto ferendosi gravemente, con una gamba che è rimasta amputata nello schianto e l’altra che, purtroppo, i medici dell’ospedale non sono riusciti a salvargli. La dinamica dell’incidente – in cui non sono rimasti coinvolti altri mezzi o persone – resta al vaglio della polizia municipale. «Ho sentito un fortissimo stridio di lamiera – è il racconto di un uomo che abita nelle vicinanze e che è subito accorso in strada, che al Tirreno chiede l’anonimato – e poi ho visto una scena agghiacciante che non potrò mai dimenticare».

Christian, che ultimamente aveva trovato lavoro come fattorino, è stato soccorso inizialmente da due automobilisti, ai quali deve la vita. «Vorrei sapere chi sono per ringraziarli», dice il padre Roberto. Con un primo soccorso esemplare, infatti, usando lacci e pezzi di cintura sono riusciti a fermargli l’emorragia, rallentando la perdita di sangue. Poi sono arrivati i volontari sull’ambulanza della Svs di Ardenza e i colleghi, con il medico, della Misericordia di via Verdi. Immediato il trasporto al pronto soccorso: qui, purtroppo, i medici non sono riusciti a ricucire la gamba già amputata e hanno dovuto decidere lo stesso per l’altra.

Volpi è conosciutissimo a Livorno, non solo per il ruolo del padre a capo dell’Unione canoisti livornesi. Da allenatore, qualche settimana fa, insieme al fratello Matteo ha accompagnato i suoi allievi ai campionati italiani di canoa dopo mesi di preparazione e uno di loro, nella categoria “Ragazzi”, è arrivato terzo. Ieri il padre, a Tombolo, ha incontrato i genitori dei canoisti, dicendo loro «che si va avanti, perché così vuole Chrstian». «Mio figlio è forte, ha una grande determinazione – racconta ancora il padre – e appena lo abbiamo svegliato stava già scherzando sulla partecipazione alle paralimpiadi. Arriveranno momenti complicati, ma è forte».

Come vogatore, due anni fa, ha vinto il Palio della Liberazione col Venezia. «Ci conosciamo da quando siamo piccoli – è il racconto di Filippo Bigoni – e lui sa già che io e gli altri lo sosterremo sempre, non rimarrà mai solo».

I suoi amici, una ventina fuori dal pronto soccorso ieri mattina, hanno atteso notizie dalla famiglia. Poi hanno incontrato il padre Roberto. Fino a ieri sera – lo ha riferito l’Asl – Volpi era ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione. «In tarda mattinata lo abbiamo svegliato, sta meglio – conclude il babbo – e gli ho dovuto raccontare cosa era successo. Lo aveva comunque capito, perché cercava di toccarsi le gambe. Conto tanto sulla sua forza d’animo, è determinato e supererà anche questa. Perché quando vuole raggiungere un obiettivo, fa di tutto per farcela». —

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