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Livorno

doppio attacco del sindaco 

Salvetti: snobbati dal Recovery il governo ora deve ascoltarci

Salvetti: snobbati dal Recovery il governo ora deve ascoltarci

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LIVORNO. Il porto di Livorno non era, salvo un generico accenno, nel Recovery Fund versione Giuseppe Conte e men che meno c’è nel piano versione Mario Draghi. Il sindaco Luca Salvetti coglie al balzo la palla della cerimonia al terminal Tdt per cantarne quattro al governo. D’altronde, anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nella stessa sede si lamenta del fatto che le istituzioni regionali sono state tagliate fuori: le critiche vanno «rivolte a Roma», dice senza tanti giri di parole («finora il piano è stato molto centralizzato, ci raccontano che sarà in una fase successiva che la cornice nazionale sarà riempita di contenuti: dobbiamo attrezzarci con le progettazioni»).

A chi gli dice che Livorno ha già avuto fondi con i 200 milioni per la Darsena Europa, Salvetti ribatte che c’è bisogno di tanti altri interventi: a cominciare da quelli sui collegamenti ferroviari fra banchina e mercati: «Ben venga una grande infrastruttura a mare ma ha bisogno di collegamenti altrettanto efficienti a terra. Questa è una grave dimenticanza, la Toscana è snobbata. E se non è nel Recovery, ci dicano con precisione su quali altri fondi possiamo contare».

Nel pomeriggio il bis: è l’assessora al porto Barbara Bonciani a squadernare sotto i riflettori del consiglio comunale il fatto che nell’euro-piano del governo non c’è posto per interventi ferroviari a servizio dello sviluppo del porto di Livorno: né il raccordo fra interporto e la Pisa-Collesalvetti-Vada né la “bretella” che consentirebbe ai treni del porto di saltare la stazione di Pisa.

È il sindaco Salvetti ad annunciare che scriverà al governo: noi città di medie dimensioni all’interno di «una regione le cui esigenze sul fronte infrastrutture sono state evidentemente sottovalutate» dal Recovery. Aggiungendo poi tanto in casa Tdt che a Palazzo Civico: il governo, nel suo piano, «ha pensato al nord e al sud, ma ha lasciato fuori una fetta importante del paese a livello di investimenti, compreso tutto il sistema del centro della penisola e della costa toscana». Siccome ci sono «tanti punti» sottovalutati dal piano del governo, «è giusto che i territori lo sottolineino e si facciano sentire». Con un’ultima sottolineatura: «Questo è il nostro intento per ciò che riguarda la realtà livornese e in generale della Toscana, tutte le forze politiche possono dare il proprio contributo». —

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