Al via il test del bus elettrico a Livorno (ma senza passeggeri a bordo)
La svolta verde del trasporto pubblico: per una settimana sul percorso della Lam Blu. L’assessora Cepparello: «Stop al parcheggio selvaggio là dove creeremo le corsie preferenziali»
LIVORNO. «È un primo passo verso il futuro». Con queste parole l’assessora Giovanna Cepparello dà il via ai test voluti da Ctt Nord e Comune di Livorno per mettere alla prova il primo bus urbano dell’azienda cinese Byd, elettrico al 100%. Un momento che di fatto apre la strada alla “e-mobility” a impatto zero per la città. Il mezzo è lungo 12 metri, può portare 31 persone sedute (60 in totale). Due le batterie da 150 kw, posizionate sul tetto, e un tempo di ricarica di circa sette ore. Per una settimana seguirà il percorso abituale della Lam Blu (per Miramare), scelto perché completamente pianeggiante: servirà ai tecnici per valutare eventuali problemi.
Essendo una fase di prova, a nessuno sarà consentito salire a bordo. Per simulare il peso di carico verranno utilizzati una serie di sacchi di sabbia. «Un bus perfetto per realizzare un’idea di trasporto differente da quella attuale», dice l’assessora: «Bisogna puntare sull’elettrico e sulle corsie preferenziali, riservate, così da garantire di arrivare in orario agli appuntamenti». Poi prosegue: «Abbiamo istituito con Ctt un tavolo tecnico per partecipare al piano strategico per la mobilità sostenibile, attraverso il quale il ministero ha stanziato per la nostra città oltre 16 milioni di euro, per l’acquisto di mezzi elettrici, e per le infrastrutture (corsie e postazioni di ricarica)».
Cepparello sottolinea come questo «sia uno dei primi interventi che andiamo a organizzare in perfetta sintonia con il “piano della mobilità sostenibile” che andrà in approvazione del consiglio comunale il 30 aprile, grazie al quale potremo attingere ai finanziamenti». Guarda avanti anche Filippo Di Rocca, presidente Ctt Nord. «È un mezzo con autonomia di 300 km, lo proviamo sul percorso della Lam Blu che ha una lunghezza di 260 km giornalieri. Il mezzo è bello ed efficiente, in Italia ne sono già stati venduti parecchi. Il paradigma è rotto, d’ora in avanti dovremo pensare elettrico».
In ballo è la sfida complessa di cambiare le radicate abitudini dei cittadini. «Bisogna avere il coraggio di aprire un dibattito pubblico – dice Cepparello – per combattere, ad esempio, il parcheggio selvaggio di alcune strade che diverranno corsie preferenziali: il problema va risolto in maniera civile, non vogliamo imporre misure drastiche. Servono interventi poco impattanti. Livorno deve fare un passo avanti, riuscendo a far viaggiare in maniera fluida i mezzi pubblici sul loro percorso. Dialogheremo con le parti e troveremo soluzioni compensative».
La responsabile dell’Ufficio trasporti della Provincia di Livorno, Irene Nicotra, cita il progetto “E bussed” che introduce i bus elettrici nel parco mezzi delle aziende di trasporto. Ctt, per coinvolgere nel dialogo i giovani, ha organizzato una sessione didattica a distanza con tre classi dell’Ipsia e una dell’Iti. Saranno presenti tecnici (anche di Byd) per svelare ai ragazzi tutti i segreti del nuovo “e-bus”. —
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