Gioia ma non per tutti penalizzato chi non ha il suo spazio all’aperto
Rosario Costanzi, “Gangio” per la maggior parte dei livornesi, è il titolare del ristorante “In Caciaia” in Banditella, a Marilia. Da un anno ormai, come tutti i suoi colleghi, se ne sta sull’altalena delle chiusure e delle riaperture, cerca di andare avanti con l’asporto, ha partecipato attivamente a varie manifestazioni. E continuerà a farlo. Accanto ai colleghi che per esempio, non avendo spazio all’aperto, dovranno ancora aspettare per poter lavorare con il servizio al tavolo. Certo la notizia che il 26 aprile potrà riaprire in quasi normalità (all’aperto, almeno fino a giugno) ovviamente gli fa brillare gli occhi. «E non è solo per una questione di incassi – spiega – ma anche di rapporti umani. Il mio locale si basa molto sulla socialità, è anche un luogo d’incontro, vederlo così deserto a me e ai miei collaboratori fa davvero male».Però guarda oltre il suo locale Gangio. «I nuovi provvedimenti – dice – penalizzano chi non ha tavoli all’aperto e questo non è giusto. Per loro ancora asporto e poi forse a giugno potranno aprire a pranzo. Decisamente due pesi e due misure». Comunque, , ammesso che siamo in zona gialla e che si torni a mangiare e a cenare al ristorante, anche per lui ci saranno delle limitazioni. «Io voglio essere ottimista, l’importante è che finisca questa altalena di provvedimenti che ci stressa tutti senza contare l’enorme danno economico – dice Costanzi –. Se ci sono delle regole cercheremo di rispettarle tutte». —
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