Effetto Venezia, la festa più amata dai livornesi
In regalo con il nostro giornale di domani l’immagine del 2015 in occasione del 30° anniversario dell’istituzione della kermesse
livorno. È un’altra Livorno (e un altro mondo) quella in cui nasce Effetto Venezia. C’eravamo appena lasciati alle spalle la burla delle false teste di Modì, il Pci aveva la maggioranza assoluta e la destra alle elezioni raccoglieva meno del 6%. Nel Livorno calcio in serie C1 giocano qualche partita a centrocampo un Massimiliano Allegri senza infamia e senza lode, un Igor Protti formato baby prima di tornare una dozzina di anni più tardi come condottiero del Rinascimento amaranto e un Alberto De Rossi, il babbo di Daniele ex colonna della nazionale azzurra. Senza contare che Basket City avrebbe avuto a settembre due squadre in serie A in attesa di vivere l’avventura del quasi-scudetto…
Ecco, è in questo contesto che atterra l’idea dell’assessore Umberto Niccoletti: una festa popolare nel cuore antico della città, tanti spettacolini gratuiti per animare un po’ l’estate livornese. Effetto Venezia è la festa che mettiamo al centro della nostra foto in regalo con il Tirreno di domani: è lo scatto del 2015 – firmato dal nostro fotografo Dario Marzi – in occasione del 30° anniversario dell’istituzione.
Era nata come un po’ di niente senza pane, avremmo detto da ragazzini: ma quanto bastava a ciabattare per le strade la sera di mezz’estate uscendo di casa, magari per una birra con gli amici. Già da qualche anno l’architetto Renato Nicolini aveva ridisegnato l’estate romana all’insegna dell’ “effimero” per reagire alla cappa sulle abitudini collettive negli “anni di piombo”. Ma Niccoletti no, era quanto di più lontano da quella visione del mondo: ex operaio alla Spica, fabbrica da 2mila operai, e casomai assessore all’annona (però poteva contare su una intelligenza innovativa come quella di Claudio Frontera come assessore alla cultura e, dentro gli uffici, sulla collaborazione di Adriana Centi). —
M.Z.
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