Italia
Così la nave fu “salvata” 50 anni fa
LIVORNO.Ha compiuto in questi giorni 90 anni il Vespucci, ma quello più drammatico è stato senz’altro il quarantesimo. Una realtà che coinvolse a pieno titolo il nostro giornale. Tra le forze parlamentari d’allora, si riteneva infatti dispendioso rimetterla a nuovo e quindi fosse giustificato mandarla in disarmo. Il primo passo d’un lungo cammino per opporsi a questa ipotesi, lo fece un livornese, Angiolo Berti, giornalista parlamentare. Con il sostegno del “Telegrafo”, diretto da Carlo Lulli, pubblicò un’intera pagina che qui riportiamo, sostenendo come una volta dismessa non ci sarebbero stati i fondi né la volontà di ricostruirla. In sintonia, l’intervista al capo di Stato Maggiore e ad esperti velici della Marina Militare.L’eco fu enorme, soprattutto nelle aule del Parlamento, dove Angiolo Berti proseguì la battaglia personale di sensibilizzazione verso quelle forze politiche che più avevano manifestato il loro dissenso. Fu un lavoro lungo e delicato. Risultato, il Parlamento decise di ristrutturarla e così fu.
G.U.B.
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