Il Tirreno

Livorno

l’azienda al contrattacco 

Seatrag: da Usb solo false accuse «Non è un interlocutore sindacale»

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LIVORNO. La Seatrag Autostrade del Mare risponde per le rime all’attacco del sindacato Usb dicendo che si tratta di «false problematiche» che l’azienda ritiene «del tutto pretestuose».

Ad esempio, sugli spogliatoi spiega che dispone di strutture «adeguate», semmai relativamente alla loro «piena fruibilità» bisogna ricollegarla al fatto che sono «all’interno di un terminal committente che deve provvedere a un complessivo intervento di ristrutturazione» (e questo «richieste tempi tecnici inevitabili e non imputabili» a Seatrag). È in corso «una interlocuzione anche con l’Asl» che «ha concesso una proroga per i necessari adempimenti».

Questo è solo uno degli aspetti della risposta in cui Seatrag dice che l’Usb «non costituisce interlocutore sindacale» e «pretende di superare le altre sigle sindacali»: l’organizzazione extraconfederale è accusata di «disquisire del contratto destinato a integrare e attuare un contratto nazionale, quello dei porti, che neppure ha firmato né ha contribuito a stendere». Sull’integrativo l’azienda ha «avviato un confronto con le sigle sindacali firmatarie del contratto in questione»: «sembra sfuggire a Usb – si afferma – che la libertà sindacale non appartiene solo alla parte lavoratrice ma anche a quella datoriale».

Riguardo agli orari di lavoro, l’azienda tiene a sottolineare di operare «in assoluta conformità» al contratto dei porti («evidentemente ignoto o quantomeno non gradito a chi non lo ha sottoscritto»). Dunque, «senza programmazione della turnistica», mentre «la rotazione del personale è dettata esclusivamente da esigenze organizzative e/o dalle mansioni che un lavoratore ricopre e per la quale è stato assunto, e quindi da un criterio oggettivo e non discutibile».

L’ultima sottolineatura è dedicata ai «presunti rischi per la sicurezza dei dipendenti». L’azienda lo ritiene un «bene primario», quanto dice Usb è «falso e lesivo» ed è «soprattutto smentito dai fatti, vista l’inconfutabile costante attenzione spesa da Seatrag in materia di sicurezza». Lo ripete ricordando che l’azienda aderisce al modello 231 sulla responsabilità aziendale, come fanno «solo aziende che fanno della sicurezza una mission primaria». Seatrag annuncia che se, poi lo scopo di certe affermazioni («tanto gratuite e inconsistenti») è quello di «esagitare gli animi per ottenere una visibilità altrimenti difficilmente ottenibile», l’azienda provvederà a «tutelarsi, se del caso, nelle opportune sedi». —

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