Il Tirreno

Livorno

Garage affittati come alloggi e niente albergo nell’ex Girarrosto

Manolo Morandini
Garage affittati come alloggi e niente albergo nell’ex Girarrosto

La lente della procura sui rapporti tra il sindaco  e gli imprenditori Lazzerini: il quadro delle indagini 

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. «Lei usa il garage in maniera singolare». A ricordare le parole del consulente tecnico della procura di Livorno è Guido Pozzana. «In che senso? gli chiedo – dice –. E l’altro: lei ci mette l’auto». È l’8 luglio del 2019. Sul campo del Castel del mare, il complesso residenziale edificato sulla collina dell’ex Girarrosto si ha la conferma che alcuni garage, 12 su 16, sono utilizzati come porzioni di civili abitazioni e come tali affittati. Sei mesi prima Pozzana, che lì ha un appartamento di proprietà, ha informato il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini, sottolineando che all’epoca era sufficiente visitare il sito internet di Garden House Lazzerini-Holidays per avere la prova. Tanto che Bandini nell’occasione rispose: «Lo pubblicizzano anche?». La battuta è riportata nell’ordinanza del giudice delle indagini preliminari di Livorno con cui ha disposto dal 9 marzo gli arresti domiciliari per il primo cittadino, indagato tra gli altri per corruzione.

Una maxi inchiesta con dentro operazioni immobiliari, appalti e bandi di gara ritenuti condizionati e piegati a logiche particolari. In tutto sono 26 le persone coinvolte a vario titolo, tra cui tre quarti della giunta: la vicesindaca Delia del Carlo e gli assessori Massimiliano Roventini ed Elisa Malfatti. Ai domiciliari anche gli imprenditori di Venturina Terme Lauro Dal Pont e David Dal Pont.

La microspia piazzata nell’ufficio del sindaco il 12 marzo 2019, secondo il giudice «evidenzia in maniera limpidissima come fosse perfettamente nota a tutti la situazione di illegalità presente nei garage», e nell’ordinanza cita il sindaco, il segretario comunale – all’epoca dei fatti Salvatore De Priamo – e il comandante della polizia municipale Claudio Nassi.

Le segnalazioni di Pozzana prendono il via quando lamentando il rumore della Variante Aurelia che corre ai piedi della collina si scontra con un muro di gomma. Ha in mano le misurazioni Arpat che attestano il superamento nelle ore notturne dei limiti di legge. «Il Comune fece fare una misurazione in un giorno lavorativo d’inverno – dice Pozzana – e non nei punti individuati da Arpat ma da dietro un edificio largo 6 metri e alto 10. Lì il rumore, a una distanza dalla strada che è doppia rispetto al mio appartamento, e con l’edificio a fare da barriera è risultato nei parametri». L’inquinamento acustico «avrebbe dovuto essere preso in considerazione al momento del rilascio del permesso a costruire – dice –. La strada a quattro corsie era già lì, a 60 metri da dove si è consentito di costruire immobili residenziali. Non è stato fatto all’epoca e neppure a richiesta dei residenti».

L’ex Girarrosto viene definito dal giudice «uno dei plurimi episodi di violazione della disciplina urbanistica». La convenzione tra Comune e proprietà Agi Spa, riconducibile a Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini, è del 2009. Prevede il termine di tre anni per realizzare i lavori. E soprattutto che la parte residenziale sia edificata una volta ultimata la costruzione di quella turistico ricettiva.

Invece i lavori per l’albergo non sono mai iniziati. Si è lasciato che prendesse forma quello che oggi è il complesso residenziale Castel del mare. Mentre il Comune avrebbe dovuto revocare o dichiarare nullo il permesso a costruire e non procrastinarne la validità per un decennio.

Alle irregolarità note ai tecnici e agli amministratori, e segnalate da Pozzana, alla Procura non risultano interventi degli organi comunali, anzi l’ordinanza del giudice evidenzia il fastidio verso il testardo Pozzana che continua a segnalare abusi e cambi di destinazione d’uso dei garage. Anche quelli delle soffitte. I sottotetti, classificati locali di servizio di fatto sono abitati. Ci sono tre posti letto e un bagno. Tanto che i bilocali vengono messi sul mercato degli affitti non per due posti letto ma cinque.

Almeno finché le segnalazioni non spingono a modificare gli annunci sul sito di Garden House Lazzerini – Holidays.

Il Gip parla di reticolo di interessi e chiusura a riccio anche da parte degli organi di vigilanza. Perché non si è partiti dal costruire l’albergo? L’indagine sostiene che vi sia un accordo per trasformare quei volumi da turistico ricettivo a residenziale. A ricordarlo nell’ufficio del sindaco, non sapendo di essere intercettato, è il progettista Marco Sparapani. È il 27 dicembre 2019, Bandini è stato riconfermato in carica a giugno dello stesso anno. Sparapani usa la metafora della padella bollente. «Nessuno ci si vuol bruciar le dita – dice –, però di fatto oggi chi si sta bruciando le dita è Lazzerini che l’ha comprato a un certo … in un certo mercato, c’ha investito determinati soldi, su anche sue aspettative … che nessuno gli ha messo per scritto e nessuno poteva mettere per iscritto! Io ho degli appunti 2009». —
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