Il Tirreno

Livorno

a che punto siamo 

Lo stop è tutta colpa della cozza inquinata

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Là dove è prevista la maxi-Darsena, in una delle sei ceste di cozze “mytilus galloprovincialis” usate come una sorta di "termometro" dello stato di salute dell'ambiente marino, si è registrato lo sforamento dei limiti di benzopirene, idrocarburo killer particolarmente terribile. Quanto basta perché l'Istituto superiore di sanità mostri perplessità che hanno messo in un cantuccio per ora la "deperimetrazione" di questa zona fra terra e mare: fuori dai vincoli del "Sin", sigla nata con le migliori intenzioni di tutela ambientale e poi trasformata in un potere di veto da parte non solo di politici ma anche della nomenklatura ministeriale. Anzi, dei consulenti esterni ai quali la tecnostruttura dell'alto funzionariato decide di mettere in collo la responsabilità delle proprie frenate senza lasciarci troppe impronte digitali...

Non era bastato che l'Authority si appoggiasse a due enti scientifici pubblici - come l'Arpat e l'Ispra, bracci operativi l'una della Regione e l'altro del ministro dell'ambiente - per asseverare la legittimità della procedura per far uscire questa area dal "Sin". Il ministero, insomma, non si era "fidato" del proprio istituto che di mestiere si occupa di queste cose e aveva chiamato in causa una branca del Cnr e l'Istituto superiore di sanità. È quest'ultimo a essersi messo di traverso.



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