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Livorno

Caprilli, frenata del Pd sui progetti «È un bene pubblico discutiamone»

Andrea Rocchi
 Caprilli, frenata del Pd sui progetti «È un bene pubblico discutiamone»

Oggi il sindaco illustra le proposte alla maggioranza Fuga in avanti? Viviani: «Non c’è nessuna decisione»

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Andrea Rocchi

LIVORNO. Qualsiasi progetto sull’ippodromo Caprilli deve passare dal consiglio comunale. Che si chiami parco delle onde o stadio equestre. E il Comune di Livorno deve fare da regia a tutela dell’interesse pubblico.

Il Pd mette i paletti.

«L’ippodromo è un bene pubblico, della città, e un progetto importante come questo non può esaurire una discussione, la più ampia possibile, su cosa farci».

Lo dice il segretario Federico Mirabelli nell’incontro che il Partito Democratico ha organizzato con la giunta e il gruppo consiliare.

«Non abbiamo elementi per esprimerci nel merito – spiega il segretario – per di più su un progetto che non conosciamo se non per quanto apparso sul giornale. Certo è che quella è un’area pubblica importante. Sono necessari passaggi che coinvolgano la città e il consigli comunale. Non si può liquidare tutto in maniera sbrigativa».

L’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani è netta, a scanso di equivoci: «Questo non è un progetto dell’amministrazione comunale e l’ippodromo è un bene pubblico. Siamo di fronte ad una proposta di un soggetto privato sulla base di quanto previsto dal regolamento urbanistico del 1999 e del piano strutturale del 2019 che stabilisce che l’area sia destinata a servizi sportivi integrati». Viviani sottolinea poi che il piano verrà sottoposta a Vas perché, sulla base delle osservazioni degli enti, ci sono da fare una serie di approfondimenti. E sull’iter dice: «Deve essere l’amministrazione a decidere». Questo atttraverso una gara di evidenza pubblica.

La proposta del parco delle onde presentata dalla Indalgo service Srl, sappiamo, ha già ricevuto una serie di osservazioni. La Sovrintendenza ha parlato di “soluzioni di notevole impatto paesaggistico”, la Regione Toscana chiede di approfondire la stima delle presenze, l’Arpat di elevato consumo di suolo. Gli uffici comunali, poi, hanno valutato che i 6mila mq di turistico ricettivo (in realtà 6.490 di cui 3.000 da parziale demolizione delle scuderie) esauriscono di fatto le previsioni di tutto l’Utoe 15 Grandi Parchi. Significa che se si fa l’albergo coi bungalow nei 18 ettari del Caprilli non si potrà costruire in altre zone dell’ambito urbanistico.

«Vogliamo essere chiari – dice Paolo Fenzi, capogruppo Pd – non c’è nessuna pregiudiziale su questo progetto. Riteniamo tuttavia che su un’area di particolare pregio come questa occorra fare una valutazione attenta e ponderata». Il passaggio in consiglio? «Necessario anche perché, qualora vada avanti questa proposta, dovrà essere fatta una variante urbanistica».

Che sul futuro del Caprilli si sia riacceso l’interesse del mondo dell’impresa è giudicato da tutti un fatto positivo. Meno positivo - fanno capire dal Pd -che sia iniziato un iter procedurale senza fino ad oggi una discussione politica. E proprio oggi, del resto, è prevista una riunione di maggioranza in cui il sindaco Luca Salvetti illustrerà le proposte finora pervenute all’amministrazione comunale. La prima, appunto, quella del centro sportivo polifunzionale che fa del parco delle onde, destinato ai surfisti, la principale attrattiva. Un piano che era già stato presentato all’ex sindaco Filippo Nogarin e che è stato già sottoposto agli uffici. La seconda, quella di imprenditori ippici legati a Giuseppe Botti , che vogliono trasformare l’ippodromo in uno stadio equestre, con scuole di formazione, concorsi ippici, corse al galoppo. Ci sono pro e contro per entrambe le proposte. E più di una sfumatura sul futuro del Caprilli.—

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