Vola Shannon Falcone: da Livorno a Luna Rossa
Livorno: tra le perle di un equipaggio eccellente a Auckland, in Nuova Zelanda, punta verso l’American Cup
LIVORNO. Tra le onde e il vento di Aucklan alle vele della “barca” volante Luna Rossa che inanella un successo dopo l’altro lanciandosi verso l’America Cup, soffia anche una brezza labronica. E all’inglese, lingua ufficiale del qualificatissimo equipaggio, si mischia qualche parola di colorito dialetto labronico. Perché a bordo, come grinder ossia addetto alle vele, c’è anche Shannon Falcone, già campione, velista praticamente da quando ha mosso i primi passi sulla terra che già a tre anni doveva sembrargli troppo poco infinita. Che proprio a Auckland appena maggiorenne ha visto per la prima volta la Coppa America dal vivo. È figlio di Carlo Falcone, uno dei più celebri livornesi “emigrati” con successo, da Ardenza in giro per il mondo fino ad Antigua dove da una vita è console e imprenditore, eccezionale regatista, campione velico internazionale anche lui, sfide e vittorie nel curriculum pieno di imprese e di scommesse vinte. Padre e figlio sono livornesi nell’anima e questa passione per le “barche” viene davvero da molto lontano e comunque dalla loro città natale, questa Livorno che ha un mare che strega.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.39919896:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39919896:1652944143/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Oggi il set della passione e della professionalità nota in tutto il mondo di Shannon è quello dell’American Cup, ma del resto per Shannon, questo gigante buono alto 1 metro e novanta, riservatissimo, non è la prima volta, ha già partecipato e anche vinto. Ora è impegnato contro gli inglesi di “Ineos”: con Luna Rossa si cerca di arrivare alla finale, ossia avere l’onore di sfidare la Nuova Zelanda nell’ultima grande battaglia di questa 36ª edizione della Coppa America.
Shannon Falcone come grinder e trimmer (ossia potenza di muscoli e regolatore delle vele) non è arrivato per caso su Luna Rossa. Perché ha alle spalle una storia di trionfi infinita e per questo è stato scelto da Patrizio Bertelli e da Max Sirena grazie a un palmares tra i più ricchi del mondo.Pur non nascondendo il sogno di imporsi in una competizione che vede gareggiare i migliori team del mondo, Luna Rossa non ha rinunciato alla sua anima italiana, mediterranea, puntando a creare una squadra che ormai da quasi due anni vive insieme come una grande famiglia allargata. In questa, Shannon ha ritrovato vecchi compagni di regata con cui ormai ha stretto un rapporto che va ben oltre il lavoro. Uno stile di vita quasi monacale, come si richiede agli sportivi, e con i protocolli anticovid le regole, per loro che le rispettano puntigliosamente, sono ancora più stringenti, lavoro duro e poche chiacchiere. Una vita di impegno e volontà che certo non pesa a un quasi quarantenne dell’esperienza di Shannon, anche se a vederlo nelle foto e nei video sembra di rivedere quel piccolo velista in età da asilo. Perché era davvero un bimbo quando babbo Falcone acquistò una barca a vela di 14 metri, lo storico "Caccia alla Volpe", vi caricò sopra tutta la famiglia e partecipò alla traversata atlantica Transat del Alizee dal Marocco alla Guadalupa, poi girovagò per mesi prima di sbarcare ad Antigua dove rimase folgorato dalla bellezza di quest'isola e infatti ha deciso di stabilirsi lì. Da quei tempi Shannon è cresciuto a cacciucco vela. A 19 anni questo ragazzone tutto muscoli ma di grande sensibilità che per altro vanta anche un’ ottima preparazione scolastica iniziò a solcare Atlantico e Pacifico svolgendo tutti i ruoli a bordo. Nel 2000 Vincenzo Onorato lo chiamò a fare parte del gruppo di Mascalzone Latino impegnato a Auckland per la Louis Vuitton 2002-2003. Successivamente Falcone fu ingaggiato da Patrizio Bertelli su Luna Rossa. Non prima di aver partecipato per due volte al giro del mondo a bordo di Puma per la Volvo Ocean Race.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.39919897:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39919897:1652944143/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Dopodiché come avrebbe potuto dire no a Larry Ellison che lo voleva su Oracle. Perché Shannon, oltre ad essere un ragazzo intelligente e rispettoso, è un velista versatile che sa stare a prua, come sull'albero, alle drizze come ai grinder. Le regate in famiglia e l’inconsueta formazione nel mondo della vela hanno fatto sì che Shannon saltasse le esperienze nelle classi olimpiche, consentendogli di avere a che fare fin da giovanissimo con imbarcazioni di grandi dimensioni. Un background che ha formato il velista capace di vincere due volte la Coppa America, bravo nell’adeguarsi ai cambiamenti che hanno riguardato le classi in gara nella competizione.
Insomma un destino scritto e scritto con il sale e l’entusiasmo. Destino che Shannon non ha mai messo perso di vista neanche negli anni del collegio, che ha trascorso in Inghilterra e che lo hanno portato a entrare in contatto con altre numerose discipline sportive. Anzi, il legame con le barche e con la vela si è addirittura rafforzato in quel periodo, dato che le regate erano il passatempo principale di padre e figlio nel momento in cui si rivedevano per le vacanze estive. Ora una nuova grande sfida che lui, certamente, affronterà con la grinta e la pazienza di sempre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
