Il Tirreno

Livorno

il presidio dei diportisti 

Authority: sì al dialogo solo dopo la condanna dell’aggressione

Il prefetto incontra il nostro collaboratore dopo le minacce Sei persone indagate. Dal protagonista una lettera di scuse

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livorno. «Manifestare è un sacrosanto diritto, ve lo dice uno che ha vissuto gli anni settanta. Nessuna giustificazione invece può essere invocata se si usa la menzogna e mezzi intimidatori e violenti». Parte da qui il presidente dell’Authority, Stefano Corsini, per prendere posizione relativamente all’aggressione subita da un collaboratore del Tirreno mentre era presente davanti a Palazzo Rosciano proprio per dare conto del presidio di protesta al quale l’ “Associazione per la tutela e la conservazione delle tradizioni marinare e del Porto Mediceo” aveva invitato la stampa. Il nostro collega era lì esattamente per questo e con i promotori dell’iniziativa di lotta aveva parlato per capire le ragioni della mobilitazione del “popolo delle barchette” e quali evoluzioni aveva avuto la situazione dopo il faccia a faccia con i vertici dell’Authority.

Risulta che, dopo gli accertamenti della questura, siano state indagate sei persone delle quali tre già identificate. Intanto il prefetto Paolo D’Attilio ha voluto incontrare il giornalista del Tirreno che è stato minacciato. «Ho voluto esprimergli personalmente la mia solidarietà - dice - di fronte a un gesto inqualificabile compiuto contro chi stava facendo il proprio lavoro di servizio pubblico». Da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, arriva una nuova sottolineatura all’indomani della presa di distanza da parte del fronte degli organizzatori della protesta. «Abbiamo appreso che i circoli hanno pubblicamente condannato il brutto episodio».

A giudizio di Corsini, questa pubblica condanna era «una “conditio sine qua non” per il prosieguo dell'interlocuzione con la Autorità di Sistema Portuale che, con i rappresentanti dell'associazione, si era mostrata così promettente proprio mentre sono successi i fatti». Insomma, se non ci fosse stata questa presa di distanza l’istituzione portuale avrebbe messo nel congelatore la discussione con la galassia dei circoli e le loro istanze.

Nell’edizione di ieri abbiamo dato conto della lettera di Franco Mantellassi, presidente dell’associazione che raggruppa dieci dei circoli interessati dal provvedimento dell’Authority. L’abbiamo pubblicato insieme ai messaggi di dura condanna arrivati dal presidente della Regione Eugenio Giani, del sindaco Luca Salvetti, del presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e del consigliere regionale Francesco Gazzetti, oltre che del Comitato di redazione, dell’Ordine dei giornalisti e dell’Associazione stampa.

Nel frattempo, il protagonista della sconsiderata azione nei riguardi del giornalista del Tirreno ha inviato una lettera alla redazione per scusarsi.

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