Il Tirreno

Livorno

cambio al vertice della capitaneria 

S’insedia il capitano Angora «A disposizione della città»

Stefano Taglione
S’insedia il capitano Angora «A disposizione della città»

Il nuovo comandante: «Pronto a collaborare con i cugini dell’Autorità di sistema» Tarzia in pensione, ma rimane a Livorno: «Dopo il microtunnel navi più grandi»

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Stefano Taglione

livorno. «La prima cosa che farò sarà mettermi a disposizione di Livorno. I traffici marittimi e la salvaguardia della vita in mare sono i nostri fari e tutti insieme cercheremo di fare del nostro meglio. L’Autorità portuale? In questi giorni ho incontrato il presidente Stefano Corsini e mi ha detto che era in attesa di determinazioni ministeriali. So che anche lì ci saranno dei cambiamenti. Sono già stato comandate di altri porti e ho sempre visto nei “cugini” dell’Autorità di sistema degli ottimi collaboratori. Insieme possiamo fare tanto per Livorno e per la Toscana».

Sono le prime parole da direttore marittimo della Toscana di Gaetano Angora, il capitano di vascello della capitaneria che da oggi subentra al contrammiraglio Giuseppe Tarzia, che va in pensione, ma rimarrà comunque a vivere a Livorno. «Ormai sono di casa», dice. Direttore marittimo della Toscana negli ultimi tre anni e mezzo, lascia la capitaneria dopo 39 anni di servizio. Entrato come ufficiale a nomina diretta nel 1982, nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi e trascorso molti anni «in funzioni di comando nei porti di Santa Margherita Ligure, Viareggio, Civitavecchia nella prima esperienza da direttore marittimo del Lazio e, da ultimo, della Toscana», spiegano dalla guardia costiera.

Angora, invece, si è arruolato nel 1989 da ufficiale a nomina diretta ed è laureato in giurisprudenza. Ha comandato l’ufficio circondariale marittimo di Pozzuoli dal 1996 al 1998, la capitaneria di porto di Torre del Greco (dal 2007 al 2010) e successivamente quella di Salerno (dal 2014 al 2017). Fino a pochi giorni fa è stato comandante in seconda della direzione marittima della Campania, a Napoli, città della quale è originario.

«Il mio bilancio? Lo definirei positivo – dice Tarzia – Mi sembra che ci siano le condizioni per esprimersi in questi termini, perché i traffici marittimi hanno resistito anche nel momento più critico della pandemia e ora si sono ripresi. Non ci sono state contrazioni nel numero dei mezzi impiegati, ma in termini di dimensioni dei navigli e di nuove navi siamo andati avanti, sperimentando l’accesso in porto di imbarcazioni ancora più grandi, quando i lavori verranno conclusi».

Importante, per Tarzia, il lavoro fatto in ambito passeggeri e porta container: «Settori dai risvolti occupazionali importantissimi – dice – Noi abbiamo avuto la capacità di conservare questi traffici e rilanciarli, ci abbiamo investito tanto e credo che nel secondo semestre dell’anno andrà ancora meglio. Mi sono battuto contro l’angustia del porto, insieme a chi ha inteso sostenere questa sana battaglia, ma nel convincimento pieno che queste criticità non fossero poi così limitanti, come invece sembrava all’inizio. Il lavoro e le prove fatte ci hanno dato ragione nel tempo».

Per Tarzia «la prossima generazione di unità portacontainer, terminati i lavori del microtunnel, potranno entrare in porto. Non saranno lontane a quelle per le quali è stata simulata la Darsena Europa». Il contrammiraglio ha poi rivelato come «dal 31 gennaio sia entrato in fase di operatività su Livorno e Piombino il sistema Vts (Vessel traffic service, per l’assistenza digitale al traffico marittimo ndr)». —

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